The Frēqs – No God on the Gold Coast (Gum Cuzzler, 2026)

Difficile prendere per primo album No God Ok The Gold Coast considerando che The Frēqs, band di Salem, è in giro almeno dal 2020 e che i precedenti ep hanno suppergiù lo stesso minutaggio (addirittura il loro bandcamp definiva Walter Youth come loro esordio lungo e son passati sei anni).
Al netto di questi peli nelle uova i nostri riescono a presentarsi con un lavoro intenso e conviene come si conviene. Al suo interno si trova molto, dai richiami sabbathiani al post-hardcore, al noise, come se la musica pesante fosse una massa grigiastra da manipolare a piacimento. Classico terzetto chitarra basso e batteria hanno nella voce di Seth Crowell (classica e massiccia, perfetta per coprire lo scibile delle loro azioni) il centro attorno al quale si muovono gli strumenti, pesanti e tortuosi.
Spesso i brani non toccano i due minuti ma sono completi, tosti e brucianti, creando combinazioni di colpi come Secondhand Jesus e Short King, la prima con una parte esposta che richiama il crossover californiano e la seconda con una mini fuga strumentale. Un approccio aperto che a tratti ricorda certe velleità pattoniane e che dimostra la solidità dei nostri nel lasciare comunque un bel filo conduttore. Lasciatevi portare quindi a mano da John Travolta fino alla paralisi notturna di Nite Hag, i The Freqs sono anfitrioni e virgili del tutto affidabili.