The Dining Rooms – Lost in the Spinning Sound (Schema, 2026)

Bristol-Bergen con ritorno a Milano? Si scherza, ma l’ascolto di Lost in The Spinning Sound dei The Dining Rooms ci mette di fronte ad elementi diversi, che si fondono perfettamente nel duo (ora trio, con Chiara Castello alla voce) meneghino. La battuta lenta è graziata da una voce magnifica che bivacca tra folk e trip-hip cinematografico dipanando letteralmente scenari appesi ad un filo. Arrangiamenti sublimi, una voce che danza letteralmente svelandoci le fonte alle quali si è abbeverata prima di farsi propria, un’atmosfera che non si spegna nemmeno per un secondo. Un paio di anni fa ho avuto l’occasione di sentire Chiara dal vivo insieme ai La Crus e sentirla protagonista in un disco del genere svela altri lati suoi, di Cesare Malfatti e Stefano Ghittoni. Il piano di In My Soul è leggiadria, lambisca a servizio di un mondo fatto di elementi, nel quale gli esseri umani, questo trio nello specifico, sono solo una parte. La title track è insieme il brano con più legami verso il passato di The Dining Rooms ed un punto di bellezza, dal quale passano i fili attorno ai quali ci perdiamo, che sorprendono con attacchi quasi soul nei piani più alti, risultando paradossalmente spiazzanti e quasi fuori contesto. Sarà che la profondità immessa in partenza abbia caratterizzato una matassa che si trova più a suo agio con i fantasmi di una Be Mine che con la luminosità che fa capolino a tratti. Oh è la sorpresa, la magia dei boschi e l’essere che dalla copertina mette foglie e forme creando giochi di specchi e meraviglie. Poi una fermata che potrebbe sembrare bizzarra, ma che si risolve come l’indice di passioni e di suoni che movimentano corpi ed anime, quella Musica Concreta che usciva letteralmente dalle pagine di Stefano Ghittoni e che è base ed humus di un’altra avventura, ma in grado di riconnettersi con il passato di The Dining Rooms. Un passato che come il presente fa i conti con la realtà, con il calore, la freddezza e la vicinanza, con distanze e temperature delle quali Chiara si è fatta protagonista e Stefano e Cesare tessitori sartoriali.