Il precedente Bikini Grill mi era piaciuto davvero molto e quindi mi nutrivo molta aspettativa nel nuovo disco delle toscane The Cleopatras. Ormai un’istituzione, in giro da quasi una ventina d’anni con Heart Pieces confermano quanto di buono si presagiva. La loro maturità le porta ad espandere gli orizzonti andando ad allargare il loro raggio d’azione: l’iniziale Bye Boy ha un sapore un po’ retrò, irresistibile nella voce di Vanessa Billi ma soprattutto è l’indice per le quattro di potersi esprimere su più registri: rock’n’roll, pop e le mille sfumature in essi presenti. I brani sono piccole schegge ben costruite, ritmiche compatte, chitarre ben presenti e le voci a sobillare e raccontare ogni angolo nascosto delle proprie storie. Daddy’s Company e Radical Kitchen mettono sul tavolo la boria di chi si è fatto da solo grazie a papà e mammà e sfatano il mito dell’angelo del focolare con cucina immacolata. Poi un veloce accoppiamento con gli Animaux Formidables per riprendere vie crampsiane e lasciar sfiatare un cerebro accaldato oltre misura. Davide Di Muzio e Vanessa tubano in un’amore narcotico che in altri tempi sarebbe potuta essere un gran bel singolo radiofonico, anche se il passaggio all’italiano stride con la scaletta ed il mood del disco, pur essendo un brano molto ben fatto. Molto meglio i Dead Kennedys in Moon over Marin? Certamente, con le acque oleose che ci avvolgono in una tintarella di luna sudicia ed incrostata. Oppure un’ A toast dove si fa realmente fatica a non attivare i piedini per tenere il tempo seguendo lo sviluppo alla fine di una storia. Si sale convinte verso un finale con il mordente per il quale The Cleopatras sono ben note, con armonie vocali unite ad una patina sporca nelle parole vuote di The Crook. Smile baby smile è intento agguerrito alla forzatura dei sorrisi e della bellezza perfettina femminile: ne esce con le ossa rosse anche l’innocente Lambada ma non ci sentiamo di doverla salvare. Il disco è finito e ci lascia con una ballata meravigliosa e notturna, che conferma The Cleopatras come band ancora in grado di prendere tutto ciò che trovano nel loro mondo per costruirne brani differenti e coerenti, sfaccettati e mirati. Piccoli pezzi di cuore.
The Cleopatras – Heart Pieces (Black Candy, 2026)
