The Burden Remains – trotz_däm nüt

Quartetto friborghese al quinto disco i The Burden Remains confermano le scelte linguistiche effettuate un lustro fa unendo il dialetto svizzero tedesco ad un suono scuro, pesante e psichedelico, dando vita ad un disco evocativo e bizzarro.
La voce di Tommy Schweizer, acuta ed ieratica, si staglia in lande che riportano ai primi esperimenti atmosferici e laterali di svariati progetti doom, metal ed hardcore. Certo, sono passati più di venticinque anni da quando questa poteva essere vista come novità ma l’atmosfera ed i brani di trotz_däm nüt riescono a trasportarci letteralmente altrove. Percussioni e sintetizzatori creano un’ambiente freddo, quasi post-apocalittico nel quale tornano in vita riti antichi (ricordiamo che in alcuni cantoni svizzeri, per buttarne una, si conserva ancora il rito della Landsgemeinde, votazioni effettuate in piazza per alzata di mano) che ci riconnettono a forze inconsuete. L’album, pur diviso in cinque tracce, è un continuo saliscendi fra aperture vocali e dirupi sonori che ci costringono in qualche modo a chiederci che stia succedendo. Non si negano neppure discese in modalità più teatrali, con una Uf d Lääri gmaut drammatica fino al midollo.m, ma ogni fase ha una sua particolarità ed accezione. Atmosferici, sinfonici e digitali in Freiheit Bestimme fino alla furia hardcore di Us de Hand. Difficile dare un valore complessivo al disco all’interno anche se ripassando il precedente Fluid già si sentivano gli elementi qui lucidati e rifiniti, regalandoci una sorpresa inaspettata.