“Nessuno che sa parlare tedesco può essere malvagio”, diceva un giurato durante il processo a Telespalla Bob in una puntata dei Simpson. Malvagi, in nostri due musicisti, che pur in tedesco intitolano il disco, certamente non lo sono; un bel po’ minacciosi, però, quello sì, almeno a giudicare dalle sonorità che sciorinano in questo split.
Il ritorno di Daniele Santagiuliana nei panni di Testing Vault, a pochi mesi da Radio Entropia, avviene in compagnia di un pezzo da novanta, lo storico rumorista giapponese Kimihide Kusafuka, alias K2, che probabilmente lo stimola a mettere in mostra il suo lato massimalista, pur senza sacrificare la propria personalità.
All’inizio di Flackernde Korruption ci sono 45” di silenzio: godeteveli, saranno gli ultimi momenti di quiete prima di un’ora abbondante di rumore. Testing Vault inizia la trilogia This Thing Is Flickering con un suono lamentoso, quasi sofferente, ma poi un muro di rumore irrompe come un’esplosione che si propaga sempre uguale nel tempo, per poi spegnersi e ritornare più fragorosa di prima. Quando finalmente si quieta, lascia il posto a sonorità ambient, suoni riverberati e bassi pulsanti che fanno da prologo al secondo capitolo. Qui la faccenda è meno brutale: il suono ci avvolge con cadenze lente e regolari di suoni dub, pulsazioni telluriche e sferzate di bassi sintetici che creano un’atmosfera di attesa per un finale che si concretizza in angosce industrial/ambient. Il terzo brano è una gradinata di rumore granulare di una decina di minuti, sezionata da impercettibili intervalli. Può darsi che sotto la pesante coltre noise si agitino altri suoni – forse field recordings – ma non è facile distinguerli; solo una volta cessata la tempesta emergono bordoni e regolari sonorità robotiche, come fosse un macchinario in azione, che concludono il lavoro.
L’irruzione di K2, con una dinamica del suono da incenerire i timpani (oltre che sfondare le casse dello stereo) vi mette di fronte a un approccio completamente diverso alla materia sonora. Gehorchent! (obbedire!) è un’enorme frana di rumore selvaggio – fra frequenze lancinanti, stridori, cascate di bit, urla – che vi investe senza darvi tregua. E poco cambia con Hasset inander! (Odiatevi a vicenda!, altro titolo che riporta alla mente i messaggi subliminali del carpenteriano Essi Vivono!), dove i brevi momenti di stasi, che dividono in sezioni il brano, danno un’illusoria sensazione di minor brutalità. Eppure, la gioiosa efferatezza con la quale K2 manipola i suoni e ce li riversa addosso è, in qualche modo, contagiosa: l’essere travolti e trascinati, senza la possibilità di dare un senso razionale al tutto, provoca un sinistro piacere, quasi un’ebrezza.
Per quanto sia difficile da credere, trattando di materiali così ostici, da uno split del genere emergono chiaramente i diverse approcci dei due artisti: più meditato quello di Daniele Santagiuliana, che fa appello alla cerebralità dell’ascoltatore, più istintivo, ma nient’affatto insensato, quello di Kimihide Kusafuka. Un saggio di come la sensibilità artistica sia capace di travalicare gli steccati di genere, parlandoci anche da territori apparentemente inospitali.
Testing Vault/K2 – Flackernde Korruption (Flickering Corruption) (Looney-Tick, 2025)
