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Tag Archives: wora wora washington

Wora Wora Washington – Mirror (Shyrec, 2016)

Mi ricordo della prima volta che ho visto i Wora Wora Washington. Sono capitata a una data del tour di Radical Bending (due album e qualche anno fa) e so di aver pensato due cose: prima di ascoltarli, che con un nome così callofonico mi sarebbero piaciuti un sacco a prescindere dalla musica che facevano e,…

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No Age – An Object (Sub Pop, 2013)

Parto dalla conclusione: a Thurston Moore (almeno quello dei tempi di Evol, Daydream Nation o Goo) questo disco piacerebbe.
Detto ciò, mi dilungherò un pochino su quanto il quarto lavoro dei No Age sia un ensemble piacevole di undici tracce fondamentalmente noise dove il lavoro che loro definiscono avant-garde si sente; si potrebbe discutere sul concetto di ‘avant-garde’ che, ormai, è post-garde (su questi lidi sono già arrivati in tanti e No Ground potrebbe essere uscita anche dalle menti dei nostri preziosi Wora Wora Washington, tanto per dire qualcuno – e tirare l’acqua al mulino nazionale -…) e certe schitarrate spastiche e sbilenche ricordano un pò troppo i Sonic Youth o i Pavement da giovani – I Won’t Be Your Generator – o anche i Ramones Defector/Ed -. …

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Kill Your Boyfriend – S/T (Shyrec, 2013)

Un side project. L’unione di un Wora Wora Washington e Kitsune, una drum machine e via verso spazi siderali e suoni anagraficamente figli di una indimenticata new wave, ma solo anagraficamente. Ecco i Kill Your Boyfriend – nati un paio di anni fa e che, rispetto alla line up originale, hanno aggiunto un membro al synth – ed il loro omonimo primo album ufficiale strabordante atmosfere raffinate e ricercatamente 80s – Jacques, Henry -. …

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Wora Wora Washington – Radical Bending (Shyrec, 2012)

E’ dal 2008 che questi tre fanno roba che non riesce a farti stare fermo neanche se vuoi. Definito Power-electro e apprezzato a tutto tondo, non c’è verso che non si riconosca che gli Wora Wora Washington non siano molto in gamba: un gran tiro musicale e attitudine live da vendere (gran biglietto da visita, prima di altre date in cui ho avuto il piacere di vederli, la loro performance al Tago Festival poco prima che uscisse il loro primo album), basso-chitarra-batteria (iper customizzata ad arte), groovebox e synth, roba analogica vintage e digitale super all’ultimo grido. Un mix eccellente che supporta canzoni scritte anche con la collaborazione della music-poetess Giulia Galvan. …

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