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Tetuan – Tela (Brigadisco/I Dischi Del Minollo/Onlyfuckingnoise et al. 2011)

Tela è il disco d’esordio del trio marchigiano Tetuan, ripescato dal cesto a inzio 2013. In realtà l’album era già uscito nel 2010 ed è stato ristampato in seguito, grazie all’aiuto di una manciata di etichette. Tanto per arrivare al sodo, la band si muove su binari dove il suono deraglia in sferzate noise rock da manuale Touch And Go, genere che non sembra mai perdere di fascino, specie nella penisola. Ovviamente qui come in altri casi il pericolo di involuzioni clautrofobiche e con poco costrutto è dietro l’angolo, visto che ci vuole una buona dose di padronanza e personalità per dominare un mostro sonoro fatto di chitarre abrasive, basso distorto e ritmi asimmetrici e ossessivi.

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Encode – Core (Ghost, 2011)

Incollati a piedi saldi negli anni '90 ma con voglia di rimettersi in pista, dopo un esordio  di ben 8 anni fa (sempre sotto Ghost, dal titolo Singing Trough The Telescope), tornano gli Encode, gruppo che oramai è confluito in una sorta di piccolo collettivo. La band è cresciuta dopo vari cambi di formazione, nuovi ingressi e qualche fuoriuscita e con le linee guida del progetto sempre nelle mani del trio Laudati/Monaci (ex Frozen Fracture)/Diurni e Cajelli (questi ultimi sezione ritmica degli Enter K). Come leggo dalla press sheet, si spinge molto su frasi altisonanti del tipo: “un disco per cui un personaggio come Brian McMahan (Squirrel Bait, Slint, The For Carnation) non avrebbe alcuna remora a lanciare elogi ed applausi” e si nota pure (e ciò è naturale) come le aspettative del gruppo siano davvero notevoli per questo ritorno. …

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Satan Is My Brother – A Forest Dark (Boring Machines, 2011)

Seconda uscita per i milanesi Satan Is My Brother, progetto che trascende i generi e si presta fluidamente all'interazione tra lungometraggio e suoni. Se all'omonimo esordio il quintetto sonorizzava un filmato autoprodotto notturno e metropolitano, ora si scende ancora di più nell'abisso. Dalla paranoia all'inferno. Sì proprio L'Inferno, film muto (uno dei primi se non il primo lungometraggio italiano) del 1911 prodotto dalla Milano Films, tratto, e fedelissimo al testo, dalla prima cantica della Divina Commedia. Per musicare questa testimonianza cinematografica, sempre sotto l'ala protettiva della trevigiana Boring Machines, il gruppo sviluppa il nuovo lavoro, dal titolo A Forest Dark, (essenziale ed impagabile il packaging cartonato) in otto movimenti, molto ben amalgamati tra loro: dall'introduzione morbosa del Movimento I, alle divagazioni jazz e dub intrise di zolfo del Movimento II.

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De Curtis – Baciami Alfredo (Tannen, 2010)

Uno dei rari casi in cui la stupida frase di Frank Zappa "parlare di musica è come ballare di architettura" può avere senso è nel tentativo di recensire dischi come questo; nonostante il gran lavoro di composizione e arrangiamento (o forse proprio per quello) il risultato è un rock'n'roll strumentale a suo modo facile e certamente appagante, che fa appello direttamente all'emotività e all'istinto: ecco perchè l'ascolto varrebbe più di mille parole. Ma in barba al vecchio Frank proviamo comunque a dirne qualcosa.

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