Magik With Tears e Lisca Records: nuove etichette per nuovi rumori

Giovani label… e vecchie conoscenze. Non che si tratti di un fenomeno solo italiano, ma resta che a volte scava scava quello che si trova in certi gruppi o in certe etichette è quel tizio che suonava in quel gruppo o in quell’altro. Tutto sommato nulla di strano, in fin dei conti se Steve Aoki e i Bloody Beatroots possono vantare un passato da giro hardcore, è altrettanto vero che Philippe Petit faceva uscire dischi noise di tutto rispetto o che KK Null era – ed è uno dei redivivi – Zenigeva. Cercando di dimenticare questo preambolo che sa di polvere, vecchie glorie, attaccamento al circuito, passione e “ragazzini imperituri”, partirei dalla Magik With Tears dietro alla quale si nasconde un personaggio per nulla secondario come Simon Balestrazzi.

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Monosonik – Mechanical Fluxus (Ticonzero, 2011)

Ero già rimasto favorevolmente colpito dall'esordio di questo gruppo che coinvolge un ex Templebeat e TH26 (una collaborazione con Maurizio Bianchi all'attivo). Credo vengano da Cagliari e da Treviso e a dispetto dei preconcetti sull'isola o sull'intera penisola fanno un suono che sicuramente non vive nel passato ma che si trova ben piantato nel presente della musica elettronica. Intelligent Dance Music? Più o meno, comunque pur trattandosi di un disco con una serie di tracce composte dal gruppo e da una serie di remix, l'idea omogenea di un lavoro ritmico, molto notturno e quasi ballabile resta.

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Balestrazzi, Eastley, Olla, Z’EV – Floating Signal (TiConZero, 2009)

Andando oltre le decine di migliaia di speculazioni che si possono fare sulla musica sperimentale, le performance e sull'improvvisazione, in generale esse soffrono di due principali difetti: risultare onanistiche allo sfinimento, facendo sì che qualche buona intuizione si perda in un discorso auto-referenziale, oppure può succedere che la ricerca di darsi un tono ed un rigore (spesso innaturale) renda il tutto poco espressivo, portando a lavori di una noia mortale. Per fortuna Floating Signal, collaborazione fra Simon Balestrazzi (già Kirlian Camera), Max Eastley, Alessandro Olla e Z'EV,  non appartiene a nessuna delle due categorie, infatti queste tracce da performance fra post-industriale e contemporanea vanno a segno, sono interessanti ma allo stesso tempo non annoiano a morte chi le ascolta, anzi.

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Dream Weapon Ritual – Like A Tree Growing Out Of A Sidewalk (TiconZero, 2009)

Per quel che mi concerne associavo Simon Balestrazzi alla produzione dell'ultimo Bron Y Aur e del disco d'esordio dei Plasma Expander ma in più a quanto pare in curriculum annovera la militanza nei T.A.C., un nome storico dell'elettronica industriale italiana degli anni Ottanta. Non sono molto aggiornato su quali siano stati o no i progetti che l'hanno coinvolto direttamente, resta che in questo nuovo lavoro Balestrazzi torna più freak che mai ed in questi quasi cinquanta minuti ci dà modo di sciogliere il cervello a botte di kraut-psichedel-freakketume con le radici ben piantata nei Settanta.

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