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Tag Archives: quicksand

Frana – Disastersss (Taxi Driver/Santavalvola/Sonatine, 2021)

I milanesi Frana ci sono simpatici. Come se fossimo ancora nel1997 si divertono a coniugare brillantemente i Quicksand, i Bastro di Diablo Guapo arrivando perfino a scomodare gli Slint. Mi sono soffermato sullo stile perchè oggi come oggi non vi è molta gente, soprattutto nello stivale, che ha voglia di interpretare questa materia. Il cipiglio…

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Vanishing Life – People Running (Collect, 2014)

Una manciata di minuti, tante riverenze per il passato e altrettante speranze per il futuro. Lo sono i Vanishing Life, ovvero la nuova formazione di Walter Schreifels, ex mastermind prima degli straight edgers newyorkese Gorilla Biscuits (prima ovazione), capaci di fondere cattiveria hc e melodia, poi innovatore negli anni Novanta con i Quicksand (e sono ancora applausi), squadrata band di culto, e poi capace a inizio 2000 di raccogliere melodia, energia in un gruppo, i Rival Schools che non suonava forse così epocale come le band precedenti ma che era davvero valido. …

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Walter Schreifels – an open letter to the scene (Arctic Rodeo, 2010)

Spero che il nome non vi sia nuovo, perchè per gente che ha bazzicato nel circuito hardcore o che ha vissuto il rock indie-pendente degli anni '90 Walter Schreifels è un vero e proprio gigante. Parliamo del responsabile delle chitarre dei Gorilla Biscuits, del bassista degli ultimi Youth of Today e poi ancora dell'uomo che cantava e macinava riff con quegli eroi dei Quicksand (appena dopo la breve parentesi con i Moondog, con cui registrò un demo), che sotto falso nome (mi pare per questioni di contratto) scriveva i pezzi per il primo disco di Civ e che, dulcis in fundo, trascinava i Rival School (che voci recenti danno riformati e con un disco in uscita). 

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Brian Peterson – Burning Fight (Revelation, 2009)

E' un periodo in cui mi rendo sempre più conto di quanto il tempo scorra veloce, il peggio è che mi sembra di essere statico mentre tutto il resto si muove alla velocità della luce, o più semplicemente forse si muove alla velocità del tempo stesso e degli eventi che ad esso si legano. Parlando di questo libro con un amico, il suo laconico commento è stato "…in fin dei conti è stata la scena che abbiamo vissuto" e per quanto la frase ti faccia automaticamente sentire come un novantenne è inoppugnabile. Ero molto curioso di leggere questo libro e oltre a non deludere le mie aspettative e a farmi fare un bel viaggio indietro di dieci/quindici anni, ha fornito alcuni spunti di analisi piuttosto interessanti.

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