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Tag Archives: new order

Talk To Her – Home (Shyrec, 2018)

Formatisi nel 2015 i veneti Talk To Her debuttano con questo ep scuro dalla grafica minimale e dai tratti post punk wave. Ovviamente vengono in mente molti nomi: senza fare troppi misteri chi ancora adesso si emoziona per la voce e per il suono dei New Order troverà giusta soddisfazione in questo piacevole quanto abbondante…

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Starcontrol – The Ages Of Dreams (Autoprodotto, 2012)

Secondo EP per il trio della provincia nord milanese, cinque tracce che appoggiano su suoni che pescano direttamente negli anni ’80: batteria dai suoni elettropop – Persian Carpet, Forever Unknown -, chitarra che mai diventa acida anche se effettatissima e sembra quasi che si rifaccia a qualche bella idea di John Squire (ai tempi di I Wanna Be Adored) o ai pezzi più scuri dei My Bloody ValentineQuestion Mark – per non parlare dei New Order. A un anno dall’uscita del loro primo album, gli Starcontrol si domandano se è lecito ridurre il sogno a una sola età e si/ci rispondono con canzoni che, rispetto alla vena decisamente pù dark sentita nei pezzi di precedente produzione, in pochi attimi prendono il volo sfiorando quasi la psichedelia.

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The Death Of Anna Karina – Lacrima/Pantera (Unhip, 2011)

Ricordo che quando mi dissero che The Death Of Anna Karina avevano svoltato in favore del cantato in italiano, subito ho avvertito una strana sensazione chiamata "Sindrome di Capovilla", uno strano effetto Emidio Clementi, senza ancora aver ascoltato una nota. E con tutto il rispetto per i nomi fatti sopra, una band con una discreta personalità, magari sarebbe potuta finire in un calderone poco distinguibile in mezzo ad altri nomi ben più spendibili. Con i DOAK i pareri spesso, da quello che ho potuto cogliere, sono stati sempre abbastanza netti, senza troppe sfumature (una su tutte: meno personali dei connazionali With Love). Questo disco sicuramente spaccherà ancora di più i fronti e le convinzioni di ognuno. …

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Pierpaolo De Iulis, un marchigiano a Roma

Uno dei motivi per cui, appena arrivo a Roma, visito sempre Hellnation, ancora prima che il Pantheon o Campo dei Fiori è perchè dentro quel negozietto sulla Nomentana mi sento a casa. Con i miei simili. E questo mi succede rarissimamente oggi come oggi. E ogni volta, grazie a Roberto Gagliardi, conosco qualche nuovo personaggio: creature da far invidia a L'Ultimo Disco Dei Mohicani di Maurizio Blatto. L'utlima volta c'era un tipo, a metà strada tra Johnny Thunders e il Monnezza, che faceva cerchio intorno a se' per raccontare la serata inaugurale alla mostra Europunk di Villa Medici. Poi durante il rituale pranzo dai Molisani si rivela anche laureato in storia e con il desiderio mica tanto velato di produrre un documentario sul colonialismo italiano in africa. Un pazzo. Io ovviamente non ho resistito alla tentazione di dar sfoggio dei miei avi colonialisti e così, tra rimembranze eritree e voli pindarici abbiam fatto amicizia. Piepaolo De Iulis, classe 1968: manicheo cantante degli Illuminati, boss della Rave Up Records e della più recente Rave Up Agency. Fautore di autentiche perle underground come Crollo Nervoso e Vesuvio Pop. Pierpaolo De Iulis, perchè si può realizzare tutto se si hanno sufficienti motivazioni.

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