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LvQ – (Y) (Autoprodotto, 2009)

Il passo più duro è stato mettere il CD nel lettore, superando la paura di trovarsi davanti all'ennesimo gruppo di metallari nati troppo tardi per gareggiare con Steve Vai e ridottisi a torturarci col math più pirotecnico. Ad alimentare i timori era la copertina dalla grafica "tecnologica" e la formazione, tipico terzetto rock affiancato da ben due postazioni di elettronica. Invece, poiché la fortuna aiuta gli audaci, i LvQ battono tutt'altri lidi e sono un ascolto davvero piacevole.

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sirr-spatial

Luca Sciarratta + Tiziano Milani – Spatial Impulse Response Rendering (Rudimentale, 2009)

Gran bella collaborazione questa in cui sono coinvolti il boss della rudimentale con Milani, di cui abbiamo recensito l’ultimo lavoro qualche settimana fa. Trattandosi di una collaborazione e per di più di quelle ben riuscite, le qualità migliori di entrambi i partecipanti si fondono in un lavoro che suona da subito molto ben amalgamato, conosco meno il gran patron della Rudimentale, però mi pare che sia per lui che per il musicista lombardo il campo di gioco più ovvio sul quale incontrarsi fosse quello dell’astrazione.

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Airportman – Rainy Days (Lizard, 2007)

Ritorna a far uscire dei dischi la Lizard che ha patrocinato delle produzioni interessanti e che rimane l’etichetta che ha stampato due gruppi da recuperare come i Gatto Marte e gli St.ride del piccolo gioiello di Piume Che Cadono (anche se in questo caso l’etichetta è la sussidiaria Zeit). Gli Airportman si trovano fra le uscite più abbordabili dell’etichetta, non credo che sia un caso che mentre li sentivo sul lavoro una mia collega se li godesse a tal punto da chiedermi chi fossero.

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chicazzosei

Rock And The City – La Storia Siamo Noi

Sosteneva Lukàcs che il compito del genio è mettere ordine tra le cose, che per deduzione equivale a dire che artisticamente non si crea nulla da zero, piuttosto si tesse una rete di fili già esistenti e pronti a farsi scoprire e connettere all’infinito. Calza a pennello per tanti suoni che c’accompagnano: prima dei Velvet ci fu La Monte Young ma era avanguardia colta e non rock; prima dei fratelli Reid c’erano giustappunto Reed e soci ma non erano pop; l’ambient di Brian Eno lo avevano già in mente i Cluster ma senza l’afflato pastorale in quanto tedeschi inurbati. Si potrebbe proseguire all’infinito, però a questo giro non si parla di corsi e ricorsi storici, bensì di quella sovente benefica patologia che si suole chiamare "revisionismo".

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