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Tag Archives: faust’o

Hum Of Gnats – Purge The Weevil From Yer Midst (Strungaphone, 2011)

Cerca in tutti i modi, il pescarese Ezio Piermattei, di occultare le proprie tracce, presentandosi ad ogni appuntamento discografico con uno pseudonimo diverso: dopo Poisucevamachenille e Levis Hostel è la volta di Hum Of Gnats, progetto apparentemente privo di centro che mette insieme una gran varietà di suoni, rumori e field recording fino a realizzare un pastiche sonoro affascinante.

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Ulan Bator – 09/04/10 Tipo 00 (Brescia)

Nei sotterranei del centro storico di Brescia stasera toccai ai francesi (ma da tempo italiani d'adozione) Ulan Bator, ancora una volta in formazione rimaneggiata: all'inossidabile Amaury Cambouzat si affiancano ora Stéphan Pigneul, che ha sostituito lo storico bassista Olivier Manchion, e il batterista Alessio Gioffredi, in comproprietà coi postrocker nostrani Dilatazione. Nessuno scossone comunque, i nuovi si sono già perfettamente ambientati e suonano affiatati e compatti, come fossero qui da sempre.

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Mamuthones – Sator (Boring Machines, 2010)

Con colpevole ritardo mi appresto a recensire quest'ultima uscita Boring Machines, trattasi di uscita stampata con copertina digipack in rilievo, molto curata come d'altra parte la maggioranza delle uscite della label veneta. Gastaldello ovvero Mamuthones, non è neint'altri che uno dei Jennifer Gentle, anche se in questo caso si addentra in campi molto diversi da quelli del gruppo di origine, sebbene il sostrato psichedelico sia comune a entrambi i progetti. Si tratta di un disco psichedelico a suo modo vintage, per quanto la materia sia pur sempre sperimentale, siamo molto più vicini ai Popol Vuh, ai Can o ai Faust invece che a roba americana o inglese recente.

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Dream Weapon Ritual – Like A Tree Growing Out Of A Sidewalk (TiconZero, 2009)

Per quel che mi concerne associavo Simon Balestrazzi alla produzione dell'ultimo Bron Y Aur e del disco d'esordio dei Plasma Expander ma in più a quanto pare in curriculum annovera la militanza nei T.A.C., un nome storico dell'elettronica industriale italiana degli anni Ottanta. Non sono molto aggiornato su quali siano stati o no i progetti che l'hanno coinvolto direttamente, resta che in questo nuovo lavoro Balestrazzi torna più freak che mai ed in questi quasi cinquanta minuti ci dà modo di sciogliere il cervello a botte di kraut-psichedel-freakketume con le radici ben piantata nei Settanta.

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