Brighter Death Now + Sala Delle Colonne + TSIDMZ – 03/03/12 Carlito’s Way (Retorbido – PV)

Attendevo da tempo la possibilità di vedermi dal vivo il progetto svedese Brighter Death Now, dopo non aver potuto partecipare ai Congressi Post Industriali in cui aveva suonato. Confidando nella fama di live act devastante che si è costruito nei suoi precedenti passaggi, veleggio fiducioso verso le sperdute lande della provincia pavese. Ne uscirà una serata in linea con lo stile depressivo che gli album del gruppo ci ha fatto conoscere.

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Antonello Cresti – Come To The Sabbat (Tsunami, 2011)

Continua l’esplorazione di Antonelli Cresti nella cultura britannica più nascosta; dopo Fairest Islands e Lucifer Over London, in questo nuovo lavoro, un corposo volume di quasi 400 pagine, vengono indagati i rapporti che le espressioni artistiche d’oltremanica intrattengono con l’esoterismo, i culti spirituali alternativi e le pratiche psichedeliche.

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King Dude – Tonight’s Special Death (Avant!, 2011)

Ci arriva dal profondo nord-ovest degli Stati Uniti, passando per Bologna dove la Avant! gli ha ripubblicato in vinile (con due bonus track) il CDr d'esordio uscito lo scorso anno, il nerboruto e tatuato King Dude. Sarà la suggestione dell'etichetta felsinea, prevalentemente dedita a suoni di derivazione wave in ogni possibile diramazione, dal post-punk al neo-folk, ma in più di un caso avevo sentito associare al nome del musicista americano quello dei Death in June. Bastasse una voce baritonale e una chitarra acustica…

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Death In June + Fire+Ice + Vurgart – 28/10/11 Carlito’s Way (Retorbido – PV)

Tour del trentennale, dopo lunga assenza dai palchi, per i Death In June: come non esserci? Sì, anche solo per poter dire "li ho visti", pur con tutti i cattivi auspici che un tour del genere porta con sé: la fama di esibizioni, almeno da un po' di tempo, non proprio memorabili, l'idea che una cosa del genere possa tradursi in un'operazione nostalgia a buon mercato, il sospetto che una formazione così scarna, col solo accompagnamento di John Murphy alle percussioni, non riesca a restituire la profondità e la complessità di certi pezzi. La paura, in definitiva, di assistere a una messa in scena di un gruppo che, è innegabile, sta al neo-folk come i Rolling Stones stanno al rock. Quale ragione migliore per esserci?

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