AU

Au – Both Lights (Leaf, 2012)

Un magma musicale assurdo permea il lavoro di questi ay-yoo, progetto di Luke Wyland e Dana Valakta da Portland. Un gorgo sonoro iniziale (Epic) dai risvolti quasi math, tra pop e Battles che cede il passo ben presto ad un musica corale, da grandi numeri, che, è vero, strizza l’occhiolino al Canada e alla psichedelia prendendo le distanze però dai contesti da stadio degli ultimi Arcade Fire (in Solid Gold credo ci sia la comparsata di Colin Stetson) ed avvicinandosi ad atmosfere che a tratti (Get Alive) ricordano i deliri lirici dei Parentethical Girls (di Portland come gli stessi AU e non a caso forse).

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Ed Wood Jr – Silence (Swarm Records, 2011)

"Inspired by Don Caballero, Battles or Monument To Masses", dicono le note stampa che accompagnano Silence e davvero questa recensione potrebbe finire qui. Ma possiamo aggiungere ancora qualcosa: che ci sentiamo qui e là qualche reminescenza hard rock alla Queens Of The Stone Age, e che tutto il CD gode di numerosi aspetti positivi: strutture dei pezzi decisamente compatte ed efficaci, un’ottima produzione, suoni di chitarra molto belli ed un uso dell'elettronica assolutamente calibrato e non scontato.

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Host Skull – Totally Fatalist (Antephonic, 2011)

Sconcertante è l'unico termine che può descrivere questo lavoro di una band, gli Host Skull, che sono in realtà due, essendo il gruppo diviso fra Pittsburg e Santa Fe, due entità autonome che si ritrovano di tanto in tanto per unificare le varie composizioni. Non ci è dato sapere, ma immagino che le due teste siano rappresentate dal chitarrista e dal sassofonista, che ben interagiscono e si spartiscono le aree di influenza dei vari pezzi.

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