Una merda assoluta! I Superføkk nonostante il significato letterale del loro nome non mancano di autostima: giovanissimi norvegesi non hanno per fortuna nulla a che vedere con i noiosi nomi citati dalla loro rassegna stampa: né i terribili midi nero e neppure i pallosi terra nera nuova strada… robe che riempiono le mediocri classifiche di fine anno e lasciano poi il tempo che trovano. Molto più intriganti sono invece questi nordici e vulcanici prodigi musicali che riescono a non far pesare una tecnica abbacinante e una creatività caleidoscopica che miscela jazz free, melodie meravigliose che spuntano fuori dal nulla e poi vi colano addosso all’improvviso e si tramutano in svisate o in cacofonia, stacchi e attitudine prog di quella buona, zero menate… astenersi perditempo! Gli strumenti sono il veicolo per un suono che sa essere coeso e un secondo dopo slabbrato, prima delicato e poi pesante (ma non pensate a quel pallosissimo zu-ono monolitico e snervante) e poi mille altre cose ancora: la batteria vivacissima e mai dritta, un basso portante bello in evidenza, chitarre e tastiere ad accompagnare ma su tutto un sassofono che parla, canta, suona… meraviglia! dopo mezz’ora finisce, intanto lo potete mettere su di nuovo e scoprire mille altre sfaccettature magiche.
Averne di merda così…
Superføkk – Superføkk! (Fysisk Format, 2026)
