Steve Pepe – Al destino (Ivreatronic, 2026)

Steve Pepe, alias di Manuel Cascone, ci porta fra le braccia di un personaggio che ha operato su più piani e più suoni nel mondo musicale odierno, dai Cascao & Ledi Maru ai Nastro, ai Capputtini I Lignu, da Trapcoustic ai LAC Observation. Lecito quindi attendersi da tutto per questa sua uscita Ivreatronic, titolata Al Destino.
9 brani dove la musica dance si sposa ad un mondo pop in maniera incestuosa, flessibile, libera. Le parole corrono sui ritmi senza paure, dando un quadro di sé stesse senza filtri. Musica elementare che si riconnette con quanti abbiano provato a fare dischi senza mediazioni, senza esitazioni ma cercando il cuore più che le orecchie al quale raccontare le proprie storie. Tropicane stanche, luminose e blu come Spegniamo la musica, a lambire latitudini posticce come i poster in fondo alla stanza dove imitavamo a karaoke i grandi dell’epoca. Lei è vapore onirico, dove i fiati creano suono e magiche forme, ma ama spezzare i ritmi ed incaponirsi su segmenti che paiono plunderphonia pop e che ci mandano letteralmente da un’altra parte. Steve sembra tenere il piede in più scarpe, non di sua sponte ma costretto, tanto che un brano come Al destino sembra tirato da più parti, Pepe in mezzo, fra tensione e bellezza. In tutto questo, pur nella leggerezza del prodotto Al destino, non siamo mai dalle parti dello scherzo o della vis colloquiale, del passatempo. Nemmeno per sogno, le produzioni fanno paura e quando gli schiocchi di dita si uniscono al flauto per ornare Schiantarmi iniziamo anche noi a tubare ed a muoverci a tempo, ormai del tutto persi nel groove pepiano, sempre più in profondità. Completamente trasversale, pop, colloquiale, pazzo e stiloso, perfettamente lucido quando narra il deragliare delle nostre speranze come fosse un santone illuminato a darci armi e verità.