Non ci è dato sapere molto di questo progetto esordiente, se non che la figura che si cela dietro la ragione sociale di Skotógen si presenta come Void: non molto d‘aiuto. Nemmeno la provenienza ci è nota, l’unica certezza è che l’ispirazione che ha portato a creare Of Shadow Landscapes dimora agli antipodi, in prossimità dei circoli polari.
Ci troviamo in luoghi di vita estremi (i titoli sono nomi di località sparse fra la Norvegia, l’Islanda, la Groenlandia e l’Antartide) dei quali il suono accentua gli aspetti più ostili, evocando un immaginario degno più de La Cosa o Le Montagne Della Follia che di un documentario di National Geographic.
Potremmo parlare di dark ambient che, tuttavia, non utilizza il consueto armamentario di suoni para-industriali ma opera scelte meno scontate e più raffinate, suggerendo, più che mostrando (tanto per rimanere in ambito cinematografico) e facendoci pervadere da un’inquietudine che non ci abbandonerà fino al termine dell’ascolto.
Già nell’introduttiva Ersfjord (Aurora Borealis), i synth vibranti, suggestivamente descrittivi, lasciano presto spazio a frequenze ben più profonde e poco rassicuranti, figlie degli horror soprannaturali di Carpenter, che attraverseranno poi tutto il lavoro – combinandosi con altri elementi – quasi fossero la voce di qualcosa sepolto nei ghiacci più reconditi. È da lì che proviene la pulsazione che anima Ittoqqortoormiit, tenuta a bada da quelli che paiono cori liturgici poco intelleggibili (o forse intonati in una lingua sconosciuta) così come il respiro scuro che emerge da Vatnajökull dopo che il rumore concreto di superficie si è placato.
L’ascolto dell’intero album suscita un sentimento del sublime che affascina ma, al contempo, fa sentire minuscoli rispetto alle immense distese innevate o alle altissime pareti di ghiaccio evocate.
Ribaltando le consuetudini, i droni profondi e le sonorità inorganiche di Of Shadow Landscapes non richiamano il buio, bensì un whiteout abbacinante: un’esperienza insolita ma ugualmente annichilente.
Skotógen – Of Shadow Landscapes (SeeHear, 2025)
