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Shelly Johnson Broke My Heart – Brighter (Stop!, 2011)

Caspita. La malinconia tutta all'improvviso. L'estate sta finendo dal punto di vista solare ed è finita per tutto il resto. Fine dei bagni, fine degli spalmamenti in spiaggia per avere un colorito sano almeno due mesi all'anno, del cazzeggio tra aperitivi e dormite clamorose, di shorts & ciabatte. Poi uno si sente Brighter con le sue, poche purtroppo, tracce tirate q.b. – come nelle ricette della nonna – costruite su doppie voci e giri semplici e frizzantini e sta già meglio. Gli autori di cotanta grazia sono una band di Rimini che risponde al nome di Shelly Johnson Broke My Heart e che in passato e non solo ha sicuramente apprezzato band uscite dallo strabordante calderone del brit indie stile Ash e My Vitriol.
Per il trio nostrano attivo dal 2009 che deve il nome a un personaggio di Twin Peaks (dai… Shelley era una delle tante 'amiche' di Bobby, il ragazzo di Laura Palmer…), sono rullate da singolo targato My Bloody Valentine a ogni minima variazione e chitarre in parte dedite al Big Muff più saturato – Hope Like There's No Tomorrow -, ma anche pezzi che si rifanno in modo assolutamente piacevole a creazioni d'ispirazione shoegaze  – Petrinne Sonne – o a un indie rock curato che non fa sconti agli amanti del genere. C'è tutto il pacchetto completo di testi che inneggiano alla tristezza cupa da amorazzo andato a male e al disagio che ogni buon giovine un pò prova sempre. Perchè non ammettere che tutta questa solarità fa piacere alla mente che a Settembre cerca sempre di fare bilanci? Rimandiamo ancora un pò, anche grazie a questi ragazzi che sembrano insistere sul fatto che l'estate, in fondo, è uno stato mentale. E io qui mi sento come ai primi di Luglio.

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