September Malevolence – After This Darkness, There’s A Next (Tenderversion, 2008)

Se subito dopo avere letto il nome di questo gruppo veniste a sapere che sono pure svedesi, pensereste subito ad una band black metal, l’aggettivo “malevolence” non tradisce: un bel terzetto borchiato e pittato che corre nelle foreste nordiche alla ricerca della forza primitiva della natura. Invece il metal scandinavo non c’entra nulla: i September Malevolence suonano postrock cinematico e sognante, per di più cantato. Che invece la loro provenienza non c’entri niente con la musica che suonano non è vero.
Una certa malinconia tutta nordeuropea influenza il disco, assieme all’epicità del postrock più sinfonico ed emozionale (pensate al primo disco degli Explosions In The Sky) e ad una buona dose di emo alla The Appleseed Cast periodo Mare Vitalis/Low Level Owl; nel caso questi due nomi non vi dicano niente (e vi consiglierei di rimediare), potrete ascoltare i September Malevolence con più curiosità, ma altrimenti non rimarrete annoiati da un banale clone, perché i quattro scandinavi hanno in tasca melodie, canzoni e doti musicali tali da farsi ascoltare con molto piacere, tanto che col passare dei giorni hanno scalato posti nella mia playlist ed ora sono appoggiati sopra al lettore CD, così faccio prima… Temi politici, personali e sociali tra gli argomenti dei loro testi, ma come spesso succede per me l’attenzione va al 90% alla musica e mai come in questi casi è difficile non farsi trascinare dai crescendo di arpeggi di chitarre e gli innesti di distorsione: schemi già sentiti certo, ma se questo è l’unico disco postrock melodico degli ultimi dieci/quindici che ho sentito ad avermi detto qualche cosa, ci sarà un motivo…

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