Roudi Vagou & Läuten der Seele – Taghelle Nacht (Quindi, 2026)

La nuova produzione Quindi Records è uno split su 12” (già esaurito a quanto pare, su Discogs viaggia già fra i 44 ed i 190 euro spedizioni comprese) di due teste tedesche dedite ad un suono che pasce tra neo-folk, viaggi oscuri e dilatati, psichedelia povera. La prima di queste teste è quella di Matthias Kremsreiter, già attivo con il monicker alibikonkret ed alla prima prova come Roudi Vagou. In sei brani ci offre il proprio fianco con un suono circolare e povero, che riesce a dare però il suo meglio proprio nell’assenza di sovra-costruzioni. Sembrano fili di suono e campionamenti antichi, riecheggiando di anni ‘30 fino ai ‘50, unendo drammaticità, livori folk ed una certa capacità nell’ampliare brani piuttosto contenuti come minutaggio amplificandoli come inchiostro seppia su di un foglio bagnato. Ci lascia con una citazione monteverdiana ed un alone di magia prima di passar la mano a Christian Schoppik tramite Aufgeben Ist Kein Verzicht, brano puro tanto che sembra essere direttamente preso da vinili di classica impolverati scovati in qualche soffitta da una zia di Potsdam.
Con Läuten der Seele i sentori ed i concetti finora espressi dal collega si inaspriscono concentrandosi ancor di più, giocando su una rielaborazione di suoni antichi che spostano i fasti del passato teutonico su un terreno magico, dove l’enfasi viene disciolta in liquidi psichedelici e le luci calano ancora di qualche tacca. Questo fa sì che la musica risulti quasi una fiammella da difendere in un angolo, bellezza pura mantenuta da chissà quanto tempo e curata una nota alla volta, un suono alla volta. Suono legato al terreno, al territorio, all’idea che abbiamo del territorio, un baule riaperto dopo chissà quanti anni, la musica che fruscia e risuona, le immagini degli avi che occhieggiano dalle fotografie. Uno split nostalgico, elegante e vibrante sul quale danzare, passettino avanti e passettino indietro.