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Revolution #9 – Standing In Your City (Autoprodotto, 2007)

Rock n' Roll. Una grandinata di riffs appassionati e caldi che si coniugano perfettamente con un gusto per la melodia vocale, udite udite, a dir poco spettacolare. Io credo che il motivo principale per cui i Revolution #9 mi convincano tanto  risieda proprio nella voce: pulita, calda e mai fuori posto. Canzoni orecchiabili quindi, anzi orecchiabilissime, ma non per questo facili o semplicisticamente punk rock. Gli arrangiamenti sono complessi: vere e proprie cavalcate elettriche che trovano il giusto mezzo tra il Fandango degli ZZ Top e la malinconia dei vecchi Jingo De Lunch.
La voce di Pete, infatti, per quanto mi riguarda, si avvicina spesso alle estensioni armoniche di Yvonne Ducksworth, pur conservando una personalità propria mai esplicitamente derivativa. Una band per locali fumosi, dai tavolini appiccicosi istoriati di cuori e membri in erezione. Disco consigliato a chi beve Tennents e a chi ha sognato almeno una volta di mettere la sigaretta accesa sulla paletta della Gibson.

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