Red Sector A – Transients (Silentes, 2014)

La metà dei ’90 passati a riempire le piste da ballo alternative di mezza Europa, nascosto sotto vari pseudonimi, poi collaborazioni con etichette importanti quali Minus Habens e Relaese: è un percorso che ha valicato diversi steccati quello di Andrea Bellucci, che infatti ci consegna ora un disco difficilmente etichettabile.
Non che Transients, quinto lavoro a nome Red Sector A, proponga qualcosa di nuovo in assoluto, ma è musica che rifugge una collocazione precisa, in bilico fra ambient, techno e dub, strutturate partendo da una componente ritmico-robotica, un vero e proprio esoscheletro che contiene i vari elementi che danno carne alle pulsazioni inorganiche. Proprio i beat preponderanti rischieranno, al primo impatto, di far apparire l’album monotono; è in effetti un lavoro molto coeso, che rivela tutte le sue sfumature solo dopo un ascolto attento: per una volta abbiamo un album ritmato ma cerebrale, risultato di uno lavoro di composizione al limite del maniacale. Se si esclude l’iniziale Luv 246, quasi ballabile con la sua wave sporcata di white funk sintetico, il resto dei pezzi si caratterizza per una danzabilità accennata ma regolarmente negata, fra intrecci intricatissimi e ritmiche fratturate. È il caso della sfuggente avant rock di Halo II Halo in compagnia di Teho Teardo, della quasi jungle The Dept Of Balance, in collaborazione con l’ex Clock DVA Dean Dennis, della techno incompromissoria di Temple Of The Temple con Templezone o di Transients (ospite Retina.it), giocata sulla convivenza fra battiti discontinui e synth modulari. Completano il novero degli ospiti di riguardo Lagowski (per la già citata Luv 246), Fabrizio Modonese Palumbo e Eraldo Bernocchi, che presta la sua chitarra alla stratificata Think – L. Tanti ospiti che non snaturano, anzi arricchiscono, lo spirito di un’opera che vede comunque alcuni dei momenti migliori nei brani composti dal solo Bellucci, livido nel tessere le trame disturbate di Calia e della noir Lysh, placido e melodico nel disegnare i ritmi ambient di Ego. Musica in transito dal dancefloor alla metropoli di Blade Runner.

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