Railcard – Two Steps at a Time (Skep Wax / Slumberland, 2026)

Ancora? Ancora.
Skep Wax e Slumberland ci consegnano coi Railcard questa una sorta di super gruppo dove non contano i passaggi fra i Death in Vegas, Trashcan Sinatra, Heavenly e Dolly Mixture quanto la freschezza di una proposta ancora una volta non indispensabile ma molto, molto affascinante. Le chitarre si muovono fresche, i fischi nell’iniziale Two Step At A Time sanno di primavera e ci dimostrano ancora una volta come certa musica colpisca al cuore, senza pietà. Del resto siamo nel 1962 con l’impasto fra le voci di Rachel Love ed Ian Button e la tromba di Allison Thomson nelle retrovie, Peter Momtchiloff a tenere i tempi in batteria. Melodie agrodolci viaggiano a braccetto per il gusto per una lieve distorsione in Hillman Minx, nota che viene poi accentuata creando un equilibrio perfetto con la voce maschile che si arrochisce dando alla leggerezza la giusta saturazione ed il giusto sporco. Il tutto rimane super pop, orecchiabile in maniera spettacolare, con voci e rimbrottii che trasformano i Railcard in una vocal band estremamente mutevole, come nella schizofrenica Runaround, vero e proprio saliscendi tra un ipotetico natale ed un deserto bruciato dal sole. Non tutto è perfettamente equilibrato (parleremmo di un capolavoro altrimenti) ed il rischio grosso è quello di risultare un pochino stucchevoli ma ehi, ci sono le canzoni, c’è un suono che è perfettamente bilanciato, c’è un’altra grande conferma, produttiva e di visione. Quanto basta per portarsi anche loro in un taschino vicino al cuore.