Per entrare in alcuni dischi credo fermamente ci sia bisogno di perdersi, di ammettere la propria ignoranza e la propria incoscienza, incamminandosi nel suono. Non potrò mai sapere cosa avrebbe comportato affrontare L’uso e gli attributi del cuore di Radio Hito conoscendo l’artista Italo-vietnamita, conoscendo le poesie di Claude Royet-Journoud. Del resto spiega tutto la copertina, l’immagine di Vasantha Yogananthan. Una distesa di pietre grigie, Nguyễn Zen Mỹ vestita di rosso. Ho scelto di seguire Nguyễn Zen Mỹ in primis, prima di addentrarmi nel pietraio. La sua voce, una tastiera casio, le immagini poetiche, il romanticismo della lingua italiana declinata da una francofona (Nguyễn è di base a Bruxelles), i fiati, gli spazi che questo disco garantisce. La poesia non ne senso delle parole ma dell’afflato, della predisposizione alla bellezza nel gesto artistico che fa di Radio Hito il corpo del nostro interesse, del nostro imbambolamento. La musica le gira intorno, le parole da lei emesse sembrano nuclei di cellule attorno alle quali ruota il suono ed il nostro universo. Quando poi arriva una mosca riusciamo quasi a carpirne un’immagine: solitaria, in attesa, raccolta nella bellezza. Poi arriva addirittura Claude a declamare un suo brano poetico, con due emissioni, ognuna per canale stereo, lasciandoci in mezzo a sognare in francese, un leggero battito di basso al centro. Non possiamo dire di conoscere Radio Hito dopo qualche ascolto di L’uso e gli attributi del cuore ma di certo ci siamo persi nella bellezza di unmartista che sa muovere parole e suono per farne un manto, un telo col quale coprirsi per guardare l’universo, altri punti da aggiungere alle mappe, altri insiemi di pietre.
Radio Hito – L’uso e gli attributi del cuore (Maple Death/Meakusma, 2026)
