Addentrarsi dentro il mondo di Monsters non è così semplice. Innanzitutto i Primitive Broadcast Service non sono dei novellini ed al terzo album uniscono una ruvidità quasi noise ad un impianto tutto sommato tradizionale e quadrato. Per la prima volta il lavoro non esce come autoproduzione bensì si affida alla Seismic Wave Entertainment, in sei brani notturni e pulsanti. Arrivano da Milwaukee ed il pensiero fila subito ai Die Kreuzen, in più il tutto è stato registrato agli Electrical Audio dando ancora più ciccia al suono della band. Il basso di Andy Steffenhagen la fa da padrone in Wolf Mask, mentre il vocalist J.D. Morgan surfa tra impianti dischordiani e notturni, mentre Invisible (brano nato partendo da un paio di colpi sentiti da Morgan presso il Night club dietro casa sua) unisce tensione notturna ai colpi del batterista Bryan Dorn sugli scudi. La narrazione corre sulla linea di chitarra quasi come se Jello Biafra si fosse unito alla ballotta. Monsters non sembra volerci regalare spiragli di luce, le storie d’amore finiscono in divorzi come in Pores ed il sentore è quello di finire dentro ad un gorgo, faccia a faccia con un malessere che il trio deve solo raccogliere, e risuonare, senza nemmeno dar troppa enfasi a ciò che già trova in giro. Sembrano tramiti oscuri JD, Andy e Bryan, vaganti per una città nota per motociclette, birra ed Happy Days certo, ma che sembra mantenere un serio lato oscuro che ancora richiama il ricordo di Jeffrey Dahmer. Emma Lazarus viene del tutto ribaltata e la libertà diventa costrizione in un presente ancora una volta amaro: Dead Horse (Apologies to Emma Lazarus) si fa fregio di una tromba che razzola i bassifondi, tra politiche ottuse ed oscurità. I tre avanzano compatti nelle ombre e se le note stampa riportano i nomi di Shellac ed Unwound diremmo piuttosto che qui si può ben parlare di una solida personalità. Del resto quando si hanno argomenti ed immagini basta accendere gli amplificatori ed assecondare i propri istinti: i canti possono essere strozzati, i passaggi leggeri e sorprendenti quanto si sentono i crateri di un canyon che forse non è panorama ma paesaggio interiore.
Addirittura nell’ultima brano si sente puzza di Velvet Underground? Ma certo cazzo, è Venus in Furs ripresa perfettamente, ed alla luce notturna le città si assomigliano un po’ tutte. Ma qui c’è polpa e bisogno, nel caso vi andasse un giro guardando in faccia una realtà sordida i tre saranno i vostri uomini.
Primitive Broadcast Service – Monsters (Seismic Wave, 2026)

