Poker D’Assi Da Bristol

FactaGULP (Wisdom Teeth, 2025)

“Chris, come mai Facta ha presentato e suonato l’album in anteprima mondiale qui da te a Bristol mentre lui vive e produce a Londra?”
“Perché ha vissuto qui per un periodo e qui si sente sempre a casa!”
Chris Farrell del piccolo ma storico e fondamentale Idle Hands music store ci racconta della serata tipicamente bristoliana che ha organizzato, con un fornitore di birre locale che ha fatto da sponsor e ha portato birre gratis per tutti. Musica e balli fino a notte inoltrata, nessun casino o incidente come sempre.
Compro raramente vinili ma in questo caso c’e’ un plus: la cover e’ una vera e propria opera d’arte da quadro nella casa di chiunque. Un’esclusiva del celebre fotografo Pelle Cass, uno dei piu’ famosi al mondo e presente nelle principali gallerie d’arte mondiali. Classico progetto suo: un migliaio di foto scattate nello stesso punto per ore e ore e poi rielaborate e riassemblate in modo che nessun movimento o corpo/oggetto si sovrapponga l’uno con l’altro.
La musica cosi’ ben “custodita” dall’ opera di Pelle Cass e’ esattamente cosa sarebbe Bristol oggi se fosse grande 10 volte piu’ di oggi, se fosse quindi una metropoli da circa 15 milioni di abitanti.
Si sentono le influenze delle citta’ americane, si sentono vibes londinesi e afro, tutte magistralmente mescolate con lo spirito giocoso di Facta che capta intuisce ed elabora suoni e bleeps perfetti per farci ballare e divertire. Oltre ogni barriera, di sesso razza religione politica eccetera. Proprio come la Bristol di ieri(prima citta’ inglese ed europea ad avere autisti di bus di colore, per esempio), di oggi(bandiere palestinesi e bandiere arcobaleno ovunque)e di domani.

O$VMV$MShroud Of Fear II (autoproduzione, 2025)

Uno dei miei progetti locali contemporanei preferiti(si pronuncia “osumusm”, con l’accento sulla seconda U).
Pochi live e poche uscite, ma lasciano sempre il segno.
Musica per viaggiare, ad occhi chiusi o aperti. Ma se aperti, aperti solo di notte.
Erano il sound della Bristol insonne cullata dal trip hop piu’ dark prima del Covid, a quattro di distanza dalla loro produzione”pandemica” sono ancora loro la Bristol vagabonda senza meta nella notte, con piu’ voci e piu’ amici accanto e compagni di assalti all’oscurita’. Sempre trip hop sottotraccia, quando non evidente. Young Echo crew (figli e nipoti dei Jabu, insomma) in grande parata, e altri amici della notte tra cui il sax di Lorenzo Prati e il flow di Franco Franco. Da una parte le notti da locali tipo Lakota o Basement 45 sempre col motore urlante al limite del fuorigiri, a suon di drum’n’bass, grime e UK garage, dall’altra parte ci siamo noi osumusumani.
Ad ogni ascolto le sfumature e le trovate riuscite aumentano a dismisura.
Molto attesi da tutti e non hanno deluso neppure stavolta.

Content ProviderEndless Summer (Drowned By Locals, 2025)

E’ il primo vero progetto solista della funambolica ed inarrestabile Dali De Saint Paul, mia carissima amica, persona splendida e artista a tutto tondo, una vera catalizzatrice di energie musicali e artistiche. Lei e’ sempre molto contenta di incontrarmi perche’ le piace dire qualche parola in italiano, che lei adora,io sono sempre molto contento di incontrarla perche’ non sopporto il francese, non ho alcuna intenzione di parlarlo e glielo faccio sempre presente in modo da farmi mandare affanculo con simpatia da lei,franco-marocchina,e dal suo compagno francese.
Questo e’ esattamente il disco che mi aspettavo da lei, forse un paio d’anni prima se non ci fosse stato il Covid che ha messo in standby anche alcuni suoi viaggi, concerti, esplorazioni musicali. Meno virtuosismi ed astrattismi di altri suoi progetti precedenti, molta piu’ carne a fuoco e a modo suo, con la sua visione e personalita’.
Un disco che non e’ un arrivo ma una base per una nuova partenza. Lei ed il formidabile alchimista musicale Miguel Prado dovrebbero e potrebbero campare solo col loro progetto HARRGA, una cosa devastante su disco e specialmente live, glielo rinfaccio ogni volta che la becco per le vie del centro. Lei cortesemente e ridendo mi indica col suo dito una direzione, che io dovrei prendere.
Per andare dove, lo potete immaginare.

MemotoneSmallest Things (World Of Echo, 2025)

Il nostro Will Yates, bristoliano honoris causa residente dall’altra parte della costa cioè nel Galles dove tutto costa meno specie gli affitti delle case, sembra sempre un musicista ibernato un paio di secoli fa e scongelato ora. Sa benissimo cosa siano gli strumenti elettrici e pure cosa sia l’elettronica, ma lui continua a dipingere i suoi quadri in musica con gli acquarelli.
Ha pure il senso della misura e le sue tracce che potrebbero durare molto di piu’ hanno sempre invece il minutaggio giusto.
Quel senso di pace, di connubio con la natura e con i suoi paesaggi immutati e immutabili, sembra musica gia’ fatta e ascoltata piu’ volte in passato, invece anche dal vivo ti prende e non ti molla più.
Sarebbe ormai il caso di approcciarsi a gruppi lanciatissimi da grandi tour mondiali tipo Lankum, Sirom, per dire nomi di grido attuali, e di aprire le loro serate. Per me potrebbe pure fare qualche traccia da far cantare a un Richard Dawson, la butto lì la prossima volta che lo incontro…che ne dite?
Disco per niente estivo, casomai da primavera o autunno.
Lui lo fa uscire il primo giorno di agosto.
“Noi bristoliani” siamo fatti cosi’.