Plunkett – 14 Days (Autoprodotto, 2006)

Lascia perdere le tue “10 ragazze per me”. Piuttosto, 14 giorni ti posson bastare? Ne mancano proprio 14 alla fine di questo 2006, eppure ascoltando i Plunkett sembra d’essere nel 1970 perché loro ti ricorderanno Jethro Tull, e non intendo certo l’agronomo inglese del XVIII. Anche se lui, Ian, il componente maschile di questa band a due, inglese lo è. Poi non lo so se fa anche l’agronomo, ma certo è un uomo fortunato (uau! come sono melensa sotto natale), perché ha trovato un’anima gemella che con lui compone, scrive, suona, canta, produce e fa l'editing.
L’anima in questione è Lara, già in passato produttrice dell’etichetta indipendente Dune Records. Nel 2004 hanno iniziato a comporre insieme e convolati a nozze, reali e artistiche insieme, hanno partorito il loro figliol prodigo 14 Days distribuito on line in maniera totalmente indipendente. Trovi tutto in www.plunkett.it. E’ il caso di dire che se la suonano e se la cantano da soli, perchè seguono l’intero processo da cima a fondo. Tornando ai giorni nostri, che siano 14 o no, in loro c’è anche tanto dei Belle e Sebastien e di quei fighi dei Deus prima maniera, anche se loro dicono di ispirarsi a Nick Drake, Bob Dylan, The Eels, Beck, Simon and Garfunkel, Turin Brakes, Blur, Crosby Stills and Nash. The river ci apre una finestra su di una prateria anglosassone. 21 th century è semplicemente deliziosa tra chitarra e voce a due. Even if I want you è pop, allegra e frizzante come una giornata di pioggia britannica. Out at sea è quella che mi piace di più (è lì che ci trovo i Deus). Quando arrivi a Picture, se non sei orbo, una fotografia di loro te la puoi già esser fatta. E' da Breathe, con la sua armonica a bocca, che inizia una cavalcata di note che ti accompagna fino al brano finale che dà il titolo all’album. Ora so che ti aspetteresti che 14 siano pure le tracce, invece no, sono 13. Facciamo così: un brano al giorno leva il medico di torno e se ti ascolti quotidianamente, un pezzo dei Plunkett, arrivi a fine anno, sano come un pesce. Giunto lì, al giorno di capodanno, il quattordicesimo, ascoltati pure quel che ti pare, tanto ormai sarai guarito.

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