Peter Brötzmann & Jason Adasiewicz – Going All Fancy (Eremite, 2012)

Ormai si sa, che più le release sono introvabili, più fanno gola; come in questo caso in cui mi trovo a parlare di un CD disponibile esclusivamente durante il tour del 2012 di Peter Brötzmann in coppia con Jason Adasiewicz. Brötzmann ha bisogno di poche presentazioni e tutti ben sanno che non è certo uno di quelli che accarezza e contempla il proprio strumento o gongola guardando la sua sterminata produzione, ma continua a suonare e a scrivere nuove pagine di musica improvvisata e non. Brötzmann è capace di usare il suo sax come fosse una motosega, squarciare il suono o strangolarlo, lavorare magistralmente sulle timbriche o essere delicato come una carezza, pur mantenendo sempre quel controllo tipico soltanto di chi ha anni di esperienza sulle spalle. In questa occasione si trova in coppia con il vibrafonista Adasiewicz, che ha meno della metà dei suoi anni, ma già ben inserito nel circuito jazz e delle sue contaminazioni. Già presente nell’Exploding Star Orchestra a fianco di Rob Mazurek, e quindi vicino ai protagonisti di quel bel periodo di fermento Chicagoiano che ricordiamo con il nome di post-rock. Ma allo stesso tempo anche leader del progetto Sun Rooms e impegnato con Starlicker, Rolldown, Living By Lanterns (di fresca release su Cuneiform) Adasiewicz riesce ad essere sognante, percussivo, d’accompagnamento e naturalmente solista, scambiandosi di ruolo con il compagno di viaggio Peter. Insieme riescono a dividersi un mondo sonoro fatto di timbriche, di energia e a narrarne le storie in modo più che convincente. Brötzmann si alterna al sax tenore e al sax alto, al clarinetto e al tarogato, strumento ad ancia tipico della musica ungherese. Solo tre brani per questo lavoro, per poco più di 40 minuti di musica che si arricchisce continuamente di nuove soluzioni, mai ripetitiva, ed è forse anche merito dello spazio che lasciano i due musicisti per lasciar fluire il suono, che il live non risulta troppo pesante all’ascolto, alternando parti più ossessive ad altre più dilatate. Strepitosi i 10 minuti di Singing To The Leaf, dove Brötzmann mescola la saggezza del free jazz a parti melodiche, costruendo con il vibrafono una suite melodica fantastica. Non solo grande esperienza del duo, ma ottima capacità improvvisativa, soprattutto nel dialogo, con un connubio sax e vibrafono che funziona alla perfezione, interpretato da due maestri che regalano così alle nostre orecchie un piccolo gioiello.

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