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Pest Sound – 76 Kilos Laughing (Stuntkite, 2006)

Mi scoccia ripetermi (bugiardo) eppure è strano come a volte un disco formalmente perfetto non arrivi dove dovrebbe. Pest Sound a differenza del richiamo ai "ragazzi da spiaggia" non hanno nulla di surf, nessuna reminiscenza sessanta/settanta stile Jennifer Gentle e tanto meno un suono "vintage".
Cantautorato indie con superproduzione con tanto di registrazione all’Electrical Audio di Steve Albini e mastering di John Golden, piano e bella voce in primo piano con una batteria per nulla molle ma pepata il giusto per non annoiare o non trasformare le canzoni in ballads. Potremmo quasi azzardare che i Pest Sound stiano al cantautorato-rock tanto quanto i 90 Day Man stanno al prog-rock e l’esempio non è del tutto casuale visto che nonostante le dovute differenze una matrice indie comune c’è e per di più si tratta per ambedue di rock con piano e voce che non fa da semplice guest star. Ben eseguito, molto ben congeniato e molto ben fatto, direi che questo disco sia proprio ineccepibile come dicevamo sopra, ma questo solo a livello formale visto che comunque, nonostante tutta questa bella carrozzeria forse è ancora un poco carente sul piano dell’incisività. Forse è solo questione di tempo visto che le capacità tecniche e i buoni spunti non mancano eppure manca sempre quel qualcosa che faccia passare in clase A e non come prima di loro successe ai Come che sì erano un gruppo della madonna ma sempre a venti millimetri dal capolavoro, più annacquati, ma anche vero che i Come vantavano purosangue come la Zadek e Brokaw. Se siete fan del cantautorato che sotto ha una spina dorsale allora forse un assaggio ve lo suggerisco "ma che bontà ma che bontà… ma che cos’è questa robina qua!".

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