Paula Sanchez / Katharina Weber – …and discovering fishes that have their own light (Cubus, 2025)

Registrato presso il festival zoom in a Berna nel 2024 questo disco è la testimonianza dell’incrocio fra la violoncellista argentina Paula Sanchez e la pianista e professoressa svizzera Katharina Weber. Già attive in altre formazioni e collaborazioni, fra le quali quelle con Fred Frith e Christian Kobi, le due musiciste si sfilettano in un percorso di trenta e più minuti giocando fra onde, buio e luce. Difficile immaginare le reazione della platea ad un espressione che parte da arie e dinamiche classiche integrando però parti di mondo esterno come rumore, tensioni ed ansie per costruire un tessuto infido e sfuggente come quello acquatico. La voce come rumore e rauco resistere, sirena ormai trapassata che non riesce a garantire un passaggio di consegne ma cambia di stato, come merluzzo e stoccafisso. L’esibizione sembra cambiare i parametri di tempo e di spazio, spingendo le due musiciste all’interno di antri che ne definiscono atmosfere e stasi. Quando tutto poi si stringe in un acustico stridio metallico e fiatistico ci accorgiamo di come l’esperimento di Paula e Katharina sia perfettamente riuscito e straniati non capiamo più cosa succeda. Del resto potremmo essere nelle acque profonde ed il ticchettio del pianoforte le gocce cha vanno a comporlo se non che le corde della Sanchez vanno a prendersi il proscenio, accompagnate da quella che ancora una volta voce di sirena, magica ed oscura. Marina come se le creature di A pelle fredda di Albert Sanchez Pinol avessero preso possesso della musica.