Paradoxant – Deux (Humpty Dumpty, 2025)

Progetto costruito da Antoine Meersseman dei BRNS insieme al batterista Romain Benard ed a Lou Wéry impegnato a synth, voce e flauto Paradoxant torna dopo il loro esordio del 2021 Earworm ed un periodo di riflessione come pastore che lo ha portato a rivalutare le sue idee riguardo alla professionalità della musica. L’unione fra la lingua francese ed una musica ritmata e malinconica crea sin da subito atmosfere misteriosamente romantiche e languide ma mai scontate, quasi canti d’amore post-psichedelici. Già, che in Deux spesso sembra di vivere in quegli istanti dove la fuga chimica scema e la realtà incombe svelando atti, ricordi e palpiti.
I tre strumentisti si muovono su questo tipo di solco riuscendo a non fare mai calare la tensione per il primo terzetto di canzoni, La disperation, Calypso e Rève Bizarre. Poi uno stacco, un urlo disperato che penseremmo punk se non fosse accompagnato da fischiettii che in qualche modo ne limitano la forza, contrapponendosi alla sua autenticità: Jamais sans personne, mai senza nessuno, sembra uno sfogo in vitro, controllato esternamente da un’entità più grande.
FM stacca, è il brano centrale dei disco e fa da snodo verso l’ipotetico lato B, che inizia con Les Abimes, gli abissi, brano che sembra portare il meló nel nero più profondo tra percussioni incalzanti, cori femminili nelle retrovie ed acidità elettroniche.
Temps Libre insiste e scava, utilizzando il sax di Ambrose de Schepper nel modo migliore, torbido e solenne, trampolino per la risalita in odore di trance che si prende il finale. Siamo giunti ad Aubade, ultimo brano in scaletta che inizia già sfasciato, quasi un pachidermico attacco che lascia però spazio a tastiere e voci giocose e toccanti, magiche, che ci lasciano in bocca e tra gli occhi dei luccichii inaspettati. Deux è un disco trascinante e coinvolgente e Paradoxant ed Antoine nomi da tenere ben presente…