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Paolo Cantù/Xabier Iriondo – Phonometak Series #10 (Phonometak/Wallace, 2012)

Decima uscita e capolinea per la serie in 10” di Wallace Records e Phonometak. Per il commiato le due anime degli Uncode Duello (ma già insieme in A Short Apnea, Six Minute War Madness e altri progetti), prossime entrambi all’esordio solista, si dividono i lati del vinile: su uno quattro pezzi di Paolo Cantù, sull’altro due di Xabier Iriondo.
Un personaggio come Paolo Cantù non può che ispirarci simpatia: tanto talentuoso quanto schivo, ha segnato con la sua chitarra alcune delle pietre miliari della musica italiana ai confini fra rock e sperimentazione. Nei suoi quattro pezzi si svaria da un blues scheletrico che potrebbe ricordare gli ultimi Madrigali Magri, ma con un tocco più morbido e lontane voci femminili ad addolcire il tutto (Huljajapole, Cosmetic Cosmic City) fino a complesse e riuscite commistioni fra ambient chitarristico, free folk e noise (The Big Bounce), arrivando a gettare un ponte fra Etiopia ed Estremo Oriente (Ityop’iya). Diametralmente opposto e per questo complementare, l’iperattivo Iriondo presenta due brani dalla struttura simile, dove campioni vocali, rumori trovati e vecchi 78 giri si sovrappongono (notevole il prewar dj set di The 78RPM Legacy), per poi venire annichiliti sul finale dalle’intrusione di chitarre distortissime, a volte drone, altre non troppo lontane dalle commistioni della Fuzz Orchestra. Sei pezzi che rappresentano un buon antipasto in vista dei rispettivi album solisti. Ma per due storie che continuano ce n’è una che si chiude, quella delle Phonometak Series, che per sei anni ha tenuto alta la bandiera della Wallace più coraggiosa e sperimentale. Speriamo che una nuova serie ne raccolga il testimone.

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