È la prima volta che li approccio alla musica dei neozelandesi Ov Pain, attivi a livello produttivo dal 2017 ed ormai giunti al sesto lavoro lungo, intitolato Free Time e prodotto dalla lungimirante Room40. Il duo creato da Renee Barrance e Tim Player mi colpisce in primo luogo per il riconoscimento ai popoli Wurundjeri Woi-wurrung e Bunurong Boon Wurrung, padroni legittimi della terra dove Free Time è stato concepito e registrato. In secondo luogo a colpire è l’esordio su Room40 per un progetto attivo ormai da una decina d’anni ed arrivato ormai al sesto disco, anche se una maggior visibilità a livello di etichetta ne riduce la tangibilità limitandosi ad un’edizione digitale. Improvvisato grazie a due sintetizzatori ciascuno collegati al medesimo computer i sette brani sono canzoni improvvisate, da intendersi come concetto espresso da Heather Leigh per la sua musica come cantautorato improvvisato. In realtà Fascia, primo approccio al disco e brano più lungo, sembra veleggiare verso barlumi anni ‘80 fondendo la tecnologia più oscura ed un minimale richiamo dungeon. Poi Kikorangi, termine che può indicare l’azzurro cielo così come un particolare formaggio blu a tripla crema, a legare un suono continuo e stimolante che utilizza i sintetizzatori come strumenti centralizzanti, da muovere in evoluzioni lente e studiate. Solo nel terzo brano si iniziano a percepire delle dinamiche più umane, con tasti che sembrano seguire il tremore delle mani e dei corpi piuttosto che procedere per algoritmi. Via via le quattro mani di Renee e Tim distorcono e conducono i segnali in forme ingrossate, quasi fossero sacche in grado di costringere suoni che liberi squarcerebbero i teli neri dell’intera costruzione. È bizzarro il viaggio di Ov Pain ed è difficile immaginare cosa lo muova. La linearità e la sobrietà che gli fanno da contorno sembrano cozzare con una sensazione di magica oscurità che spinge da più parti, motivo per il quale questo Free Time sembra dirci molto di più di ciò che ci svela. Toccherebbe provare a farlo girare al contrario, apposta Lawrence English non si è fidato a stamparlo…
Ov Pain – Free Time (Room40, 2025)
