Registrate in maniera estemporanea durante un’esibizione live allo Zebulon di Los Angeles queste cinque tracce rappresentano l’unione di tre manici del rock più laterale: Bill Orcutt, Harry Pussy ma ormai girovago solitario convinto fra il blues più minimale e scheletrico, Steve Shelley, batterista già Sonic Youth e Two Dollar Guitar ed Ethan Miller di Howlin Rain e Comets on Fire.
I tre danno letteralmente fuoco alle polveri unendo decenni e storia del rock. C’è infatti la psichedelia, il rock’n’roll, una ballata fenomenale rotta e sfibrata dal suono antitradizionale di Orcutt e compagnia come An L.A. Funeral, che porta il trio in un guado dove Noise, Classic rock e Blues si rifondono, probabilmente deludenti i fan integerrimi di ogni genere spalancando invece orecchie e cuori di chi in musica cerca umanità e personalità. Ormai rodato il trio rompe gli indugi e si fa sempre più rustico e selvatico, con una Unsage At Any Speed che avrebbe incendiato i covoni di fieno in ogni fattoria dei ‘60 e ‘70 facendo magari da scalda pubblico ai Quicksilver Messenger Service. Poi si allunga il minutaggio, al blues si aggiunge il funk, e le note di susseguono in libertà virando verso una sorta di rurale bislaccheria, tanto che non conoscendo tempo né spazio sarebbe difficile datare queste registrazioni al 2025 ma ce la vedremmo piuttosto ascoltata ad alto volume dalla famiglia Hewitt a Newt, Texas.
L’ultimo brano, A Long Island Wedding, fa letteralmente il bello ed il cattivo tempo, sembra iniziare sereno per poi inasprirsi, Miller serafico al basso mentre Shelley ed Orcutt cavano l’iradiddio dai loro strumenti, lasciando sotto di loro anni passati di rock’n’roll e sperimentazione ormai diventati braci di suono.
Ne vorremmo ancora, ho il sospetto che si siano entusiasmati anche loro e che non finirà qui (intanto sono già stati annunciati al prossima Roadburn…).
Orcutt Shelley Miller – S/T (Silver Current, 2025)
