Orange Combutta – Oka.pi (42, 2025)

Il secondo album del collettivo Orange Combutta sorprende nella sua partenza, coinvolgendo Nic T in due brani posti ad inizio scaletta che caratterizzano l’entrata in materia di oka.pi. È una musica che non si dà limiti, se non quelli di “aumentare” la propria mistura pop per un risultato che non atterra molto lontano dalle visioni psichedeliche della Elephant 6 o dall’Oklahoma di certi Flaming Lips. Scariche elettriche e gocce di bellezza in una Tamer che sembra esser cantata da Dick Van Dyke tanto è delicata, a confermare quanto la visione di Giovanni Minguzzi e Mattia Dallara sia ampia. Ma il collettivo, che comprende 14 musicisti, opera per vie misteriose e magiche lasciando che gli strumentali diventino cremosi viaggi in odore di luce, avvicinandosi ad un’opera che per visione potrebbe ricordare quanto costruito da un David Axelrod. Tropicalismi e trenini notturni, ma anche jazz da presenza extracorporea nell’elegantissima Fantasmi, a dipingere un’orchestralità fuori dal tempo, con l’ugola di Rachele Amore ad ondeggiare su tessuti felpati. Ancora Nic T in una Water Crackers che è allo stesso tempo sognante e languida senza mai perdere un corpo elegante e pieno di groove, ormai marchio di fabbrica degli Orange Combutta. Un racconto straniante, quello di Varie ed eventuali di una situazione ordinaria che sembra rimanere lì a mezz’aria prima di chiudere i cerchi con la seconda parte di Okapilandia, che ad occhio e croce dovrebbe essere il Congo, anche se l’ascolto è parecchio più virato verso una Los Angeles di fine anni ‘60, con il già citato Axelrod come cicerone. Francesca Amati si cala in una Lion Face che riesce a far di sé un taglio acido e rugginoso che ne contrasta la dolcezza della sua voce, mentre Cartone va giù pesante con un’atmosfera spy e smooth. Il disco in questione finisce con Figaro ma di certo gli Orange Combutta ne stanno già pensando altre e nei loro armadi ci saranno metri e metri di nastro registrato, pronti ad avvolgerci ed a portarci ancor più lontano la prossima volta…