Sei nuovi brani per un progetto di recupero del canzoniere partigiano, per nulla pavido nell’accostarsi a brani scolpiti nella storia. Mettono una nuova virgola nella The Partisan di Anna Marly ed Emmanuel d’Astier de la Vigerie rendendola personale ed intensa senza temere confronti con Leonard Cohen. Dimostrazione lampante di come Maurizio Baggio, Alberto Brunello, Silva Martino Cantele, Francesco Cattelan, Andrea Grigolato, Giovanni Scalcon ed Alberto Zordan non temano né fascisti né venti contrari, iniettando non semplicemente elettricità ai brani, bensì una bella carica di sangue, rosso e pulsante. Sento il fischio del vapore sembra contenere cori invisibili che ne pompano le parole, in una versione che renderebbe orgogliose le giovanne Daffini e Marini mandando in acido gioviale De Gregori. Con Quei Briganti Neri sento la vicinanza con la Val d’Ossola, da una quindicina d’anni a me limitrofa per amore, un brano dove forse più di ogni altro la voce di Silva Cantele risuona potente e lucida, come la lama del coltello citata. Rivoluzione, sollevamenti veicolati con maestria, in grado di emozionare e toccare a fondo. Poi Italo Calvino, una Oltre il ponte che segnò la giovinezza ed il distacco di un fiume assediato. Un brano profondamente umano e prezioso, che non contenti i nostri apre le porte al tracimare di due brani immemori come una Bella Ciao affidata ai battiti di mano ed una Dalle Belle Città che non crolla al ricordo della versione di Üstmamò con una delle voce più magiche dell’Italia tutta. Che dite? Sarebbe stato bello arrivare in tempo per pubblicare e dar risalto a tutto ciò per il 25 aprile? Questo è importante sempre, 365 giorni all’anno, in una repubblica antifascista. Del resto il governo fascista cadde il 25 luglio, la voglia di mandare in culo La Russa, Vannacci, Meloni e gli amici neri a tal proposito è molta, ma forse è troppo? Vabbè, correrò il rischio…
Nuovo Canzoniere Partigiano – Volume 2 (Wild Honey, 2026)
