Nicolò Biolzi – Un passo indietro verso il futuro (Farfallina, 2025)

Il disco di Nicolò Biolzi, esordio di un giovane di belle speranze nel liscio (si viaggia fra polka, mazurche, beguine e valzer qui dentro) mi arriva con un giro curioso. Scoperto grazie ad un filmato della Radiotelevisione della Svizzera Italiana lo contatto tramite il reporter autore del servizio (grazie Michelangelo Cavadini) contattandolo per salire a suonare da noi al Centro Diurno, mettendo insieme per l’occasione un trio d’eccezione insieme a Gigi Lecci e Fabrizio Sassi. Ma la storia di Nicolò nasce anni fa, quando già da bimbo saliva sul palco degli storici Girasoli, gruppo parmense che produce anche il debutto di Nicolò nella persona di Fausto Fulgoni. Lui, radici parmensi ma presenti ticinesi non si nega un esordio che ha i crismi dell’instant classic e soprattutto Un passo indietro verso il futuro è un disco che impressiona per la giovane età dell’autore, in grado di dire la sua con storie e canzoni che abbracciano la tradizione senza dimenticare un approccio che si apre all’infanzia ed ed al gioco, così come alla balera ed agli amori. Quasi un unicum, guardando al lato più tradizionalista del liscio, che nulla ha a che vedere con le rielaborazioni attuali di band come Mr. Zombie o di Extraliscio. No, qui si fa all’amore sui monti con la propria bella, le si bacerà la bocca ed il suono è quello compresso di una tastiera midi. Pochi voli pindarici, pochi slanci fantasiosi, ma un mestiere imparato e sudato che riesce a coinvolgerci e buttarci in pista. Quando azzecca il pezzo, come la formidabile La Strapopolare, non ce n’è più per nessuno e la voce melodica è composta di Nicolò si staglia al centro della festa. Nicolò che in Tango Stanco rinuncia alla conquista per guadagnare il letto, tra sogni in miniera e le fatiche della vita. Suona fresco, naturale e libero Nicolò, anche se gli servirebbe una sterzata maggiore dietro ai comandi ed ai suoni per non rischiare che la sua produzione sia limitata ai circoli degli affezionati. La presenza c’è, i guizzi pure (la squisita Vecchia Osteria, ma anche i momenti dove lascia guizzare l’amore come La mia adorata) ma tocca lavorare sulle musiche. Solo con uno step in quel reparto potrà avere la possibilità di lasciar liberi i cavalli bardigiani e la sua poetica ancora lontani!


Nicolò Biolzi – La mia adorata (live @ Sota El Ciel De La Lombardia)