Terzo album per il progetto di Norimberga Nick & June, ritrovatisi nel Connecticut dopo la fine della loro relazione a stendere insieme a Peter Katis 10 brani che potessero rappresentarli, consolarli, cicatrizzarli. Insieme a loro uno stuolo di collaboratori, dagli Antlers ad Owen Pallett, a Russian Red, a colorare i loro racconti. Il loro incedere è pop liquoroso, dove melodie vellutate vengono esaltate dalla voce di June. Il suono è cinematografico, quasi una versione intima del prozac-pop sporcato di lucine folk, che quando azzecca il brano tira verso di sé luce e bellezza. Succede spesso ed in diverse forme, per un percorso che se forse non brilla per originalità dimostra un’ottima dimestichezza ed un gran gusto. Si percepisce l’onestà di un’opera necessaria, un travaglio cui viene dato forma in ballate dove i santini dei Velvet Underground e dei Mazzy Star. Gli scambi vocali, il riguardo, la cura con il quale i due musicisti decidono di dedicarsi alla propria creazione è encomiabile, riuscendo ad aprirsi in maniera solare ed aperta nella lirica Trouble. Insieme alla spagnola Russian Red a dare man forte nella versione pensione di loro, una The Boy with The Jealous Eyes che è splendidamente narcotica, calda e languida. I brani si susseguono con qualche punta senza eccessive ondate ma hanno la virtù di chiudere in ascesa, con una Pinker Moon ed una Husband & Wife da brividi, la prima con gli americani e la seconda con il canadese, senza mai scomparire ma anzi, tenendo per mano gli amici e gli affetti in una sorta di circolo. Un disco che è un piccolo unguento e che, probabilmente, sarà uno snodo nella loro carriera e nella loro vita.
Nick and June – New Year’s Face (Green Island, 2025)
