Nelle viscere dei Viscera///

Un nuovo disco dei Viscera///. Band cremonese che da sempre ha sguazzato nel torbido, nella violenza riuscendo ad estrarne in qualche modo un distillato, dimostrando aperture mentali ed artistiche spesso impensabili in questi lidi, senza mai perdere un’oncia della loro integrità. Impossibile farsi scappare l’opportunità di intervistare Michele Basso per l’uscita della loro ultima fatica, 4. Assets For Psychedelic Warfare, in uscita per Time To Kill Records.

La prima domanda è d’obbligo, pur avendo ascoltato diverse volte il disco. Di chi è la citazione iniziale? Dove stiamo andando?

È uno dei soliti fanatici cristiani statunitensi intervistato a proposito dello spostamento del Movimento Rajneesh, fondato da Osho, presso dei terreni adiacenti alla sua cittadina.
Stiamo andando all’inferno, come al solito.

Ascoltando il disco vi ho pensato come agenti del caos, ma che tipo di spirito troviamo dietro alla vostra idea di violenza sonora?

Spesso il concetto di violenza in musica non si esprime solo con volume e distorsioni. Nel nostro caso non si può certamente escludere il fattore sonoro dato il nostro retaggio sia da ascoltatori che da esecutori. Tuttavia è interessante creare delle sfumature in cui atmosfere apparentemente rassicuranti racchiudono messaggi tutt’altro che positivi.

Avete cambiato ancora formazione, con Riccardo subentrato a Marcello alle chitarre. Che cosa sposta a livello di equilibri e di botta questo avvicendamento?

Siamo abituati ai cambi di line-up, e come sempre si vive sia il dispiacere del distacco che l’entusiasmo della novità. Naturalmente ognuno lascia qualcosa di proprio e personale che non può essere sostituito, ma si cerca altro dai nuovi arrivati. Marcello Bellina ha un peso specifico di un certo tipo e lo ha dimostrato anche con Morkobot e Zolle, tra gli altri, ma di certo Riccardo Brembilla è stato scelto per altrettanti pregi e competenze.

Ditemi di Radiant. Ad ogni disco sembra che sia un brano a fare da twist pazzerello. Qui siamo in un calibratissimo desert rock, che vi è successo?

Come già hai anticipato Radiant non può dirsi qualcosa di inaspettato. Abbiamo iniziato inserendo digressioni melodiche all’interno dei pezzi fino a promuoverle a soluzione centrale, un trend che ci sta appagando e che vorremmo implementare ulteriormente. Non sono molto d’accordo sulla definizione “desert rock”, più che altro perché spessissimo quando una band estrema vira sull’orecchiabile si punta il dito subito in quella direzione. Credo di trovare più riscontro nel post punk e nella psichedelia tout court.


Viscera/// – Radiant (Official Video)

Siete uomini di fede? Il Kali Yuga, Buddha, il messia e la magia…in che modo il mondo spirituale fa parte della vostra visione?

Noi principalmente ragioniamo sul lato oscuro e manipolatorio della fede, a partire dalle contraddizioni della spiritualità contemporanea fino al fanatismo cieco dei culti religiosi o pseudo tali. Di certo ne siamo estremamente affascinati, tanto che simboli e terminologie che prendiamo in prestito sono frutto di un approfondimento serio che comunque viviamo con un certo distacco intellettuale considerandoci degli inguaribili razionalisti.

Lavoro in un centro per anziani e pochi giorni fa ragionavamo sul fatto che l’arrivo del 2000 non ci avesse portato granché. Alla resa dei conti forse giusto i Viscera///: che cosa scatto in quell’annata di preciso?

Nulla di speciale. Semplice casualità. Eravamo tre ragazzini con esperienze deludenti alle spalle che volevano provare a formare una band tentando almeno di fare sul serio. Siamo ancora qua, pazzesco.

Non sembra vi piaccia ripetervi: come siete evoluti musicalmente? Nella press Sheet si ricordano le vostre aperture per Full of Hell, Napalm Death ed Unsane, ma chi sarebbe secondo voi il partner perfetto per Assets For Psychedelic Warfare?

Il mio sogno sarebbe andare in tour con i Destruction Unit, sia per la musica che per l’amore delle sostanze.
L’unica cosa che mi dispiace riguardo l’aver cambiato stile è che questa scelta precluderà probabilmente il poter suonare insieme a band estreme che ho sempre stimato e che ci hanno influenzato.


Destruction Unit – Live in Phoenix, AZ, 19.4.2026

Il vostro mi sembra essere un disco profondamente rock. È ancora possibile esserlo nel 2026 suonando da più di un quarto di secolo oppure la mezza età ha distrutto ogni sogno?

Siamo spiazzati quanto te. Nessuno di noi ha idea di come comportarsi al di fuori della comfort zone del metal. Proveremo ad adattarci; ad esempio si parlava di presentarsi con camicia e occhiale da sole.

Come lo avete registrato e con chi? Quando vi siete detti fosse ora per un altro lavoro?

Storia lunga che proverò a riassumere in poche righe. Il disco è stato registrato in luoghi differenti e da varie persone che tengo a ringraziare: Marcello Bellina, Alexander Lizzori, Daniele Mandelli, Stefano Santi. Mix e master sono stai affidati a Riccardo Pasini, che credo si presenti da solo in questo ambiente. Era la prima volta che lavoravamo con lui e devo dire che è stata un’esperienza formativa, umanamente e professionalmente.
Chiedi quando ci siamo decisi a darci una mossa? Dal giorno dopo che uscì City Of Dope And Violence. Ci siamo solo presi il tempo necessario per produrre il disco che volevano ascoltare.

A tratti si sente un ritorno a sonorità anni ‘90, ad un’idea anche orecchiabile di musica dura, tanto che ho citato anche un programma come Headbangers Ball di MTV all’interno della recensione. Voi ci siete passati, non siamo così distanti anagraficamente, non credete che con un suono del genere agli inizi avreste potuto anche svoltare?

Agli inizi volevamo fare death metal. Non avevamo né la testa né le capacità per scrivere quello che facciamo oggi. Questo non significa rinnegare o sminuire il nostro passato, anzi. Semplicemente i tempi non erano maturi e, a dirla tutta, è stato anche bello ed entusiasmante arrivarci gradualmente.

Viscera è materia organica profonda, mentre le tre strisce possono sembrare un tributo oppure una controparte vi pulita e stilizzata. Vi andrebbe di parlarci una volta per tutti del vostro Io, del vostro perché così?

A volte è strano pensare che la band sia la cosa più longeva che ho messo in piedi nella mia vita, stessa cosa per G. C.
Ti guardi indietro e rivedi situazioni, luoghi, persone che sono andate e venute, alcune sparite del tutto. Molti dei miei amici più cari hanno fatto parte o avuto a che fare con i Viscera///, così come alcune decisioni prese per me stesso sono in parte dipese dai miei impegni musicali.
Per qualche motivo siamo diventati qualcosa di fondamentale per le nostre stesse esistenze, qualcosa di cui è veramente difficile pensare di fare a meno.
Siamo una dimensione in cui abbiamo il permesso di incanalare il disprezzo che la nostra sensibilità ci costringe ad accumulare di giorno in giorno in contenuti costruttivi e condivisibili, anche se tinti di nero e farciti di nichilismo e pessimismo consapevole.

Amen, e grazie.