Nadia Reid – Enter Now Brightness (Slow Time / Chrysalis, 2025)

Ogni volta che mmi capita di andare allo Studio Foce di Lugano (l’ultima per i bei concerti di Tam Bor e Mortóri) mi piace soffermarmi sulla parete dell’entrata, interamente ricoperta dai ritratti dei musicisti che si sono esibiti su quel palco. Per Nadia Reid storco la bocca ogni volta: essere mancato mi è proprio dispiaciuto e l’ascolto di questo suo ultimo disco non fa che confermare la sensazione. Il folk dell’artista neozelandese si colora di tinte eleganti e vivide grazie agli arrangiamenti studiati insieme a Thomas Healy e Samuel George Taylor, entrambi chitarristi e dediti ai tasti nella band di Nadia. Nadia è una cantautrice matura e sui generis, peculiare nel riuscire a portare avanti musica orchestrale eppure intima, toccante e personale.Il suono sembra volare ed il trasferimento in Inghilterra dalla Nuova Zelanda non sembra sia riuscito ad intaccare queste aeree virtù. A tratti il suono si fa leggermente più presente, come in una Changed Unchained che sfiora il confine con un rock, materia abbastanza distante dall’immagine di Nadia Reid, che però riesce a trovare un equilibrio maggiormente accorato di lì in avanti, spingendola fuori dal suo bocciolo e quale miglior titolo per questo intento che una Second Nature che continua il suo peregrinare a petto in fuori,mandando energia positiva al vicinato ed agli ascoltatori. Però è con il folk che Nadia Reid si reimpossessa dell’immaginario di the al miele, di coperte e whisky, di una passione che in una Even Now riaccende lîmmagine di June Carter e di un’idea definitiva di classicità. Enter Now Brightness vive di questi contrasti, di una dinamicità che ci porta ad abbassare il finestrino vivendo per poter essere i cori mancanti di Hotel Santa Cruz. Ma è ascoltando e riascoltando queste canzoni, attaccandoci alle liriche e diventando delle discrete voci accompagnatrici che il disco ci si svelerà come necessario. Qui, da par mio, si aspetta che Nadia scelga di tornare a calcare il palco luganese, per poter finalmente vivere un piccolo sogno dal vivo. Il fatto che per la prima volta Nadia scelga di non farsi fotografare in pieno viso sulla copertina, limitando a mostrarci la sua nuca forse significa che il suo sguardo è già nella nostra direzione…ti aspettiamo!