Il ritorno di Nada Malanima rinnova il suo sodalizio con John Parish, per uno dei matrimoni artistici più importanti di questi anni. Registrato a Bristol sembra far letteralmente esplodere la cantautrice in piena libertà con l’iniziale Bella più bella, ma l’impressione che si percepisce con il passare dei brani è quella di una folk singer enorme, che riesce a trasmettere una poetica personale e cruda in un mondo quasi western. Sentite i rintocchi di Sempre migliore e le sue trombe ce la fa inmaginare come determinata fuori da una fattoria in bianco e nero, fortissima. Ma Nitrito è un disco di amore e di viscere, dove Nada ama e ce lo racconta nel singolo Un giorno da regalare. Non c’è manfrina, non c’è vergogna ma una serenità d’animo che è rincuorante e si sposa con un suono misurato ed elegante. La selvatica Primitiva è forse il brano che più direttamente va a colpire, forte, dove tutto il resto risulta superfluo e rimangono classe e bellezza. Primo è doloroso, letale, umano e maschile, sorprendente come cambio di punto di vista. “Tra un cavallo e una formica, c’è la mia vita” è la frase con la quale Nada esplicita il suo posizionamento al mondo in una notte che arriva, fra una chiamata aperta ed i sussurri beati. Quando poi racconta di andare a passeggio con il proprio gatto, riuscendo a mantenere il buonumore nonostante il mondo non si può che adorarla, quanti riescono a confermarsi con una semplicità ed un’umanità così grande? Non molti, 56 anni di album and still counting…
Nada – Nitrito (Santeria, 2025)
