MSMiroslaw, progetto solista di Mirko Santoru degli Hermetic Brotherhood Of Lux-Or, ha, fin dagli esordi, battuto due strade, che spesso si sono intersecate: la ricerca sonora (incarnata con particolare forza dall’album Organes De La Voix) e la riscoperta della sacralità della Sardegna preromana attraverso un suono di matrice post-industriale.
Con Liquid Strings, il musicista si allontana dalle sonorità che ce lo hanno fatto conoscere e, allo stesso tempo, si immerge in profondità nei concetti che da sempre animano il progetto – il tempo e la spiritualità in primis – sviluppandoli lungo coordinate del tutto inattese.
Dalle rovine delle domus de janas ai relitti dell’era digitale il passo non è breve: il disco è composto utilizzando le corde virtuali di applicazioni per musica provenienti da telefonini (con sistema operativo Android) rotti o danneggiati.
Si va dagli strumenti di tradizione europea, che ascoltiamo in Intro Per Arpa, Toccata E Fuga Per Clavicembalo e Suite per Violoncello Robotico e Teschio di Cavallo Preparato (unica traccia dove ascoltiamo uno strumento “vero”, suonato da Laura Dem) – e qui il suono è prossimo alla musica classica – ad altri che ci portano progressivamente verso Oriente: Notturno per Guzheng, Sonata Per Santur Persiano, Requiem For Saxian. In questo caso, paradossalmente, ci avviciniamo a sonorità più abituali per MSMiroslaw, con bordoni ambientali e vibranti, che evocano talvolta atmosfere fosche; ma forse, più della scelta stilistica, pesa la natura dello strumento, seppur virtuale, e della cultura che l’ha prodotto.
Concluso l’ascolto – certamente l’uscita più accessibile dell’artista sardo – si apre il momento della riflessione che un lavoro del genere, inevitabilmente, porta con sé. Al cospetto di strutture millenarie, abbiamo qui oggetti che diventano obsoleti in pochissimi anni e che, al netto del riuso che se ne fa in questo caso, finiranno per ammassarsi, ad andar bene, nelle isole ecologiche. Eppure, questi strumenti, persa la funzione originaria (ma qual è, ormai, quella di uno smartphone?) possono ancora produrre suoni in modo impeccabile – suoni di sintesi, ma ormai “veri” per quasi qualsiasi orecchio – come se il tempo e i danni non avessero davvero effetto su di loro. Inquietante, per certi versi. Dà anche da pensare il fatto che, con la loro capacità di imitare strumenti reali, alcuni anche esotici, accorcino le distanze fra i luoghi senza ricreare una vera vicinanza e sfumino i confini fra quello che consideriamo reale e falso, arrivando talvolta a ribaltare completamente la prospettiva. Mi fermo qua, ma altre riflessioni potrà evocare ad ognuno di voi l’ascolto.
Alla fine, in mezzo a tante incertezze, l’unica evidenza rimane il suono, che esiste e si propaga indipendentemente gli strumenti di produzione e dai mezzi trasmissione: in questo senso, Liquid Strings è davvero musica spirituale.
MSMiroslaw – Liquid Strings [Spiritual Music for Digital Devices] (Trasponsonic, 2026)
