MSMiroslaw – THE AAAge Of Warm Asylum (Trasponsonic, 2020)

La porta di un’antichissima domus de janas abbraccia il nostro pianeta sulla copertina del nuovo lavoro di MSMiroslaw: forse è questo il rifugio caldo a cui allude il titolo, per quanto, probabilmente, il momento in cui possa prendere forma non è ancora quello che stiamo vivendo. Il simbolismo evocato è tuttavia forte e, nonostante il periodo poco propizio, l’arte deve indicare la via;  THE AAAge of Warm Asylum lo fa cercando un contatto fra culture lontane tramite lo spazio, il suono e il tempo ciclico. Affrancandosi quasi completamente dalle sonorità post-industriali che caratterizzava le precedenti uscite per approdare a lidi dove l’ambient sposa il field recording etnografico e i ritmi dub – ma senza perdere l’afflato sacrale proprio delle produzioni Trasponsonic – il lavoro si snoda lungo quattro tracce meditative che seguono il succedersi delle stagioni, toccando ogni volta una diversa area del pianeta. In The Winter (Maria Sabina And The Tuvinians) i synth disegnano suoni circolari mentre i battiti, lenti e corposi, scandiscono il cammino che ci porta dagli altopiani del Messico a quelli siberiani; in primavera siamo a Bali, dove melodie sintetiche, corde  e fiati crescono per accumulo di voci e rumori frenetici che scuotono il corpo e l’anima; trascorriamo l’estate nel sud-est asaitico, fra pesanti scansioni ritmiche e voci captate nei villaggi e infine, in autunno, ci ritroviamo tutti a chiudere il cerchio, in una cerimonia confusa, ipnotica e liberatoria che va sotto il nome di  The Fall (Human Tribes United). Forte di un’identità salda e definita, MSMiroslaw intraprende un giro del mondo alla ricerca di entità e culture che sente vicine – non su basi intellettuali o ideologiche, ma perché animate da un comune sentire – con le quali l’incontro diventa scambio proficuo e non fusione indistinta e al ribasso. È questo un lavoro intenso ed emozionante che, idealmente, può costituire la prima pietra per la costruzione di quel riparo accogliente di cui parlavamo all’inizio.

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