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Mother Of Mud – Fall Guy (Autoprodotto, 2013)

Elegante esordio meneghino dai suoni nettamente early nineties. Per i Mother Of Mud è un po’ come se il mondo si fosse fermato a cavallo tra le due decadi (ottanta/novanta) per questi quattro pezzi arrangiati e prodotti con precisione fuori dal comune. I riferimenti sono tutti americani e ricordano le promesse in parte mantenute dalla Seattle più in voga in quegli anni. Mad Season, Pearl Jam, come anche Soundgarden e qualche frivolezza post-grunge dei migliori Cake. All’interno di queste coordinate la band si muove disinvolta e a proprio agio. Molto pregevole è lo sforzo del cantato di portarsi fin quasi al limite delle proprie possibilità, il tutto senza mai tradire l’ortodossia rock dei gruppi sopra citati. In definitiva un gruppo fuori da qualsiasi moda o tendenza che preferisce altrimenti recuperare la memoria di un certo rock (sicuramente nobile) che in questo momento non sta certo vivendo alcun revival di sorta. Mi domando quindi, quando (e da chi) verranno rispolverate le simettrie storte di Revolting Cocks, Pigface e Lard. Ma come si suol dire, questa è un altra storia. In conclusione, ottimo esordio, attendiamo adesso una conferma e una presa di posizione verso il presente. A buon intenditor…

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