Mortòri pubblica Sara, singolo struggente che apre la strada al nuovo EP

Esce oggi Sara, brano di Mortòri che anticipa il nuovo EP Che Som Mort d’Amur, una raccolta di quattro tracce in uscita il 7 novembre.

La scrittura di Aris Bassetti, colui che si cela dietro il teschio, è per l’appunto scheletrica, essenziale, unica: vuoi per l’uso del dialetto ticinese, ma soprattutto per la capacità evocativa della musica, delle parole e delle immagini che riesce a creare. Il brano è straziante e straziato; per certi aspetti sembra scritto sotto l’influsso luminoso degli Smiths e le pulsazioni oscure dei Joy Division: un canto d’amore e di morte, manifesto della poetica di Mortòri. Ci investe una materia sonora che incendia l’aria, pulsante d’estasi e abisso: debordante, piena di vita e di morte, di pulsioni estreme e travolgenti, capace di stregare chiunque al primo ascolto.

Questo atto d’amore sonoro vede la luce proprio nel giorno in cui, secondo l’antica credenza, la barriera tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottiglia, permettendo agli spiriti di tornare sulla Terra. Sara è stata una persona importante per Mortòri, che ce ne restituisce immagini potentissime, cantate come in trance per non crollare sotto il peso dell’emozione. Più Aris canta, più veniamo investiti da questo amore profondo. Sara è qui: in quel giro di basso, nei synth luminosissimi, nella voce rotta di Aris. Grazie alla musica, al suo essere presente, tutto riaccade. Tutto è adesso. E grazie alla sua forte sensibilità, Bassetti si fa diapason che riverbera un amore profondo, lasciandolo uscire dalle casse puro e intenso, fino a stordirci.

Questo brano parla di Sara, di Aris, di una generazione e, in definitiva, di tutti noi. Tutti abbiamo perso qualcuno, e andiamo avanti stringendo i denti, bruciando d’amore e di dolore. In Mortòri questo fuoco diventa suono: ci colpisce, ci emoziona, ci abbraccia, aiutandoci ad andare avanti con gli occhi bagnati, ma il cuore pieno dell’amore che abbiamo ricevuto e di cui siamo fortunati custodi. Mortòri ci ricorda che la morte non esiste, perché in Sara tutto accade di nuovo: non è un ricordo, ma un’esperienza viva, che si rinnova a ogni ascolto.

L’invito è semplice: ascoltate questo brano — e non smetterete più, perché, come Mortòri sa, l’amore è la droga più forte che ci sia, e una volta provata, la dolce dipendenza è per sempre.