Mont Loser – Confessional (Géographie, 2026)

Doppia voce, francesi, sono in tre. Due ragazzi ed una ragazza parigini, storti come si conviene, ad unire riti e lingue diverse. Mezzi kamikaze e mezzi vampiri li dipingono, di certo gentaglia che ha ascoltato i dischi sbagliati cercando di farli propri. Il risultato? Lo chiamano Loud Grunge ma in realtà è una caciara dove trova spazio il punk e la poesia, l’orecchiabilità e la carezza pop, lo sfregio noise. Non sappiamo assolutamente di loro, ne nomi ne intenti, sappiamo mangino patatine e non conquisteranno le passerelle, credo non siano paladini del bon ton. Ma sanno come suonare, come costruire brani che pur partendo da basi simili non sembrino mai i Sonic Youth, come regolare la luce al fine di sembrare personali ed originali. Pestano e non sembrano a nessuno della nuova scena inglese, né al giro di The Flenser, danno l’impressione di essere degli sbandati, punk e sporchi dove serve, in grado di far girare al meglio una strumentazione approssimativa. Nati in un afterparty post-COVID hanno sicuramente pensato che la sala prove fosse la via più semplice per irrorare il mondo con sputi ed urla e non possiamo dargli torto. Se riusciranno a mantenere questo equilibrio fra rovina e brillantezza diventeranno grandi, ma già ora sono in grado di darci una discreta scossa, come attaccarci i cavi della batteria ai capezzoli per vedere l’effetto che fa. L’unica intervista che ho trovato online loro è la jambon-beurre, dove i tre mangiano degli appetitosi panini rispondendo alle domande, in un quadro che da solo li inquadra perfettamente. Date loro una chance, hanno quel non so che di irresistibile, di onesto e vero che verrebbe voglia di farsi il loro LP solo per poterlo stringere fra le mani. Chissà, potreste accorgervi di non ascoltare molti brani come questi da un sacco di tempo, sussultando ad una versione di Time After Time come nel più sudicio pub della provincia. Fateci un giro, loro sono i Mont Loser e questo è Confessional