Michele Ducci – Snail in The Clouds (Monotreme, 2026)

Ascolto il ritorno di Michele Ducci subito dopo quello di Arianna Pasini e mi sento tranquillo. Tranquillo perché so che ci sono musicisti in grado di forgiare la musica leggera in maniera personale e non volgare. Qui gli arrangiamenti fanno volare Michele in nubi colorate e magiche, dove la sua voce carezzevole si muove con charme e confidenza. Dentro c’è di tutto, Michele manda baci a David Bowie, a Sebastien Tellier ed a Wayne Coyne senza dimenticare Elton John, dando forma ad un personaggio ben definito ed irresistibile. Rispetto al precedente SIVE il passo è enorme, potremmo ipotizzare degli Underworld tenuti a briglia corta da Tom Jones se fossimo talmente inebriati da passarla, ma Rain on Me porta esattamente da quelle parti. Di certo Michele, insieme a Letizia Mandolesi ed al produttore Simon Milner, si sarà divertito moltissimo ad abitare un mondo fantastico con canzoni fatate e montate come panna candida. Il problema semmai che Michele oltre allo stile mette il talento ed il buon gusto, riuscendo a star fuori dalle righe in brani perfettamente fuori dal tempo. la sua compagna lo asseconda esaltandone i lati forti. Bastino gli applausi sparuti al termine di una Follow the Sum da Oklahoma City, oppure le nebbie soltanto screziate dagli archi di Oraon Selles (Aria di Sorbetto). Quando poi Letizia prende la propria parte di scena in Next to Me siamo dalle parti delle domeniche all’alba, alla condivisione di una bellezza senza trucco in grado di accarezzare il nostro immaginario. Qualora i due volessero lanciarsi in un disco in duo realmente, alla Serge & Jane, non avrebbero rivali. C’è una maturazione, un gioco ed capacità di arrivare avvolgendoci che abbiamo sentito raramente in questi tempi. Una magia sostiene un album intero, che ci lascia letteralmente a bocca aperta.