Meteor – Magic Pandemonio (Wallace/Villainferno, 2017)

Era un disco cruciale questo per il duo chitarra/batteria dei Meteor: dopo un 7” e un 12” entrambi one side che tutto sommato giustificavano, per il poco spazio a disposizione, l’esistenza di pezzi convulsi e brevissimi e un certo modo di fare scanzonato che faceva simpatia, era doveroso attendersi un passo avanti. Di più, era vitale perché ormai l’effetto sorpresa è scemato, i pezzi sparati a mille all’ora rischiano di assomigliarsi un po’ tutti e il fare i cazzoni, se non supportati dalle idee, rischia di diventare un’aggravante. Quindi ben venga un CD da riempire per un’etichetta di nome come la Wallace, tutte cose che hanno responsabilizzato i due bresciani se è vero che dentro troviamo… pezzi sparati a mille all’ora di massimo un minuto e 57″ e un totale di 13 minuti di musica, con tanti saluti all’ecologia e allo spreco di plastica. Eppure, al di là dei freddi dati numerici, qualcosa è cambiato: stavolta i due suonano canzoni, canzoni vere, costruite non come una semplice giustapposizione di parti ma con una successione logica di momenti significativi e qualche giro che torna nello stesso brano potrebbe fare addirittura pensare a un ritornello. Certo, tutto è tirato allo spasimo perché bisogna stare nei tempi e i brani, pur con le loro strutture ben leggibili, sono come liofilizzati, ma basterebbe poco a renderli…normali. Ciò non accade ovviamente mai ed è un bene: i Meteor stanno all’hardcore (o a qualsiasi altro genere troviate in questa camera di compressione) come certe cose (non tutte!) di John Zorn stanno al jazz, portano all’estremo il discorso senza renderlo inutilmente incomprensibile. Insomma, ad ascoltarli rischierete una crisi epilettica proprio come prima ma stavolta potrete godere anche di una scrittura che fa sì che i pezzi non siano semplici canovacci che trovano dal vivo il loro pieno compimento: Rojko è power violence che ingloba un duetto con dei veci di provincia che giocano a morra che è pura poesia, Páratartalom una cavalcata epica in modalità avanti veloce, Pnèvma l’apoteosi del tupa-tupa, Glida quella della svisata, Stereomix è metal (quasi cantato!) che può causare danni permanenti alla cervicale dell’incauto headbanger. Con Magic Pandemonio i Meteor escono da quello che rischiava di essere un vicolo cieco restando fedeli ma non uguali a sé stessi e non è cosa da poco. Touché.

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