Md. After Hussain & Paq – Matir Gaan: Songs From The Earth (LP Hive Mind, 2022)

La musica è sempre fatta da incontri. Che siano due persone, oppure una corda con un dito.
Md. After incontra Andrea Rusconi aka Paq nella cornice di Ardea Recordings, progetto di registrazioni audio di migranti da tutto il mondo da parte dell’Associazione Ardea di Rimini (su Soundcloud si possono trovare una pletora di registrazioni che vedono coinvolti musicisti di differenti estrazioni e percorsi).
Qui però si è andati oltre, per una chiara questione di chimica i due hanno iniziato a collaborare ed i brani, canzoni dei villaggi suonate da Md. All’harmonium ed al pakhawaj e da Paq al synth ed ai drones si sono trasformati nell’unico viaggio che i due potessero effettuare insieme. Ripercorrendo i percorsi dei Bauls (menestrelli nomadi  bengalesi ai quali i brani appartengono per tradizione) i due musicisti raggiungono un livello tale di intimità da generare un trasporto intenso. I suoni sono caratterizzati da una vocalità salmodica ed equilibrata, con un mondo di suoni vitali, armoniosi e caldi. Pur non essendo in grado di definire quanto lavoro di attualizzazione ci sia in questo repertorio posso avvertire la freschezza e l’intensità del disco, quasi la fragranza. Le melodie sono circolari, avvolgono e spazzano tutto quanto. La voce raggiunge vette espressive in maniera totalmente naturale (ad esempio nel settimo brano, This Golden Cage Of Mine di Shonaro Pinjira Aamar),
catturandoti, accompagnata da Paq e da diversi ospiti (Daniele Tizzano alle batterie, Alfonso Fortino all’Armonium ed alle voci, Claudio Pianelli alle percussioni) che danno lucentezza e spigoli all’insieme. Questo tipo di musica mi ricorda sempre la circolarità di un tornio, bisogna aggiungere strati senza esagerare inficiando l’equilibrio dell’insieme, pena il ripiegamento su se stesso e l’implosione (o il crollo). La gamma sonora apre il paesaggio, allargandolo in maniera molto placida, quasi fosse un tetto che ha come unico limite il cielo. Del resto, chi ha fretta? La musica, quella buona, è qui per rimanere, ed in questo disco ne sentiamo dall’inizio alla fine. In dieci brani veniamo accompagnato fra tessuti mai troppo  pesanti ne sgargianti e quando il suono finisce ci si risveglia, svanito l’incantesimo.
Se amate l’avventura, la trance, la sorpresa, questo disco è per voi.
Speriamo solo non rimango un episodio isolato, la sensazione è possa esserci molto altro fra questi due musicisti, così lontani così vicini.

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