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Maurizio Bianchi + Ics – Vir-Uz (Farmacia901, 2012)

Nella discografia di Maurizio Bianchi del secondo periodo, quello del ritorno sulle scene dopo la conversione, il tema religioso è sempre stato presente e in questo Vir-Uz, in collaborazione col nostro Andrea Ferraris, l’antico testamento la fa da padrone dato che il disco è un concept album incentrato sulla vita di Giobbe. Vir-Uz fa parte della lunga coda discografica che sta esaurendo le pubblicazioni di Bianchi, dopo il suo definitivo abbandono dalle scene nel 2009. Diviso in sette brani dai titoli in esperanto, il disco descrive tutti i momenti della storia di Giobbe, dalla tentazione alla buia disperazione fino ad arrivare all’estasi, il tutto espresso con forte emotività che se da un lato ricorda i lavori ambientali più dark e kraut di Bianchi, dall’altro si avvicina ad alcune cose di Ferraris con Sil Muir. Dal punto di vista sonoro si fa un uso preponderante del drone, accompagnato da campioni (presi da Ur, Luca Mauri e Luca Sigurtà) e field recordings, registrati al cimitero ebraico di Alessandria, dove è stata anche scattata la bella foto di copertina di Edoardo Pasero. Lungo ma non estenuante, il disco scorre bene e anche se non riuscirà a convertirvi o a indurvi alla lettura delle sacre scritture, sarà comunque un ascolto appagante.

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